Agricoltura, cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026
Il punto del deputato di Fratelli d’Italia Malaguti sui provvedimenti per il Ferrarese: sostegno per milioni di euro, sgravi e aiuti sul granchio blu
Ferrara La Legge di Bilancio 2026 riporta una lunga serie di interventi che riguardano il mondo agricolo. Atti che riguardano direttamente il territorio estense come evidenzia il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti, componente della Commissione Agricoltura.
Si incrementa di 500 milioni di euro per entrambi gli anni 2026 e 2027 la dotazione del Fondo per l’acquisto dei beni di prima necessità istituito dal comma 450, art. 1, della Legge n. 197 del 2022 (legge di Bilancio 2023) nello stato di previsione del Masaf, destinato all'acquisto di beni alimentari di prima necessità da parte dei soggetti che presentano un Isee non superiore a 15.000 euro, da fruire mediante apposito sistema abilitante tramite uno strumento di pagamento denominato Carta “Dedicata a Te”. Si estende anche al 2026 il regime di agevolazione Irpef 2025 dei redditi dominicali e agrari dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, già previsto, con alcune limitazioni, per gli anni 2024 e 2025. In base a tale misura, ai fini dell’Irpef, i redditi dominicali e agrari posseduti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, concorrono alla formazione del reddito complessivo: fino a 10.000 euro, zero%; oltre 10.000 euro e fino a 15.000 euro, 50%; oltre 15.000 euro 100%.
Si pone a regime dal 2026 la disciplina transitoria relativa al lavoro occasionale in agricoltura, attualmente prevista sino al 2025. Si prevede l’estensione agli anni 2026, 2027 e 2028 del credito d'imposta nella Zona Economica Speciale unica con riferimento ad investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2028. Si prevede il riconoscimento di un contributo sotto forma di credito d’imposta alle imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura per investimenti in beni strumentali e per quelle operanti nella ZES unica.
Si rifinanzia con 200 milioni di euro per l’anno 2026 e con 450 milioni per il 2027 l’autorizzazione di spesa relativa alla “Nuova Sabatini”, misura di sostegno agli investimenti (acquisto o acquisizione in leasing) in beni strumentali da parte di micro, piccole e medie imprese, tramite contributi a tasso agevolato per gli investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Si prevede la proroga al 31 dicembre 2026, per le imprese agricole e agroindustriali colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, della possibilità di utilizzare i finanziamenti agevolati, stanziati a favore delle stesse imprese.
Bf, allevamenti cage-free e granchio blu
Di particolare interesse per Bonifiche Ferraresi - impegnata con progetti agricoli strategici in Algeria, Ghana, Senegal e Costa d’Avorio, per le produzioni di riso, mais e soia destinate ai mercati locali - i commi 768 e 769 della Legge di Bilancio estendono all’anno 2026 la misura già introdotta che autorizzava la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a concedere finanziamenti sotto qualsiasi forma, a valere sulle risorse della cosiddetta gestione separata, nel limite massimo di 500 milioni per il 2025, a favore di imprese stabilmente operative nel Continente africano per la realizzazione di interventi in specifici settori e in coerenza con le finalità del Piano Mattei.
Si prevede che, al fine di realizzare forme di allevamento più sostenibili, venga istituito il “Fondo per la conversione a metodi di allevamento cage-free, senza uso di gabbie”, con una dotazione pari a 500mila euro per il 2026 e a un milione nel 2027. Inoltre, si predispone il rafforzamento della struttura del Commissario straordinario per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della diffusione e proliferazione della specie granchio blu. È ridefinito l’organico della struttura che viene trasferita presso il Masaf, dove il Commissario potrà utilizzare anche gli uffici per la contabilità e la rendicontazione delle spese, e le strutture del Corpo delle Capitanerie di Porto e Guardia costiera per l’esercizio di tutte le funzioni attuative del Piano di intervento.
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