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Voci di pace in piazza a Ferrara: «Lavoriamo per la nonviolenza» – Il video

Stefania Andreotti
Voci di pace in piazza a Ferrara: «Lavoriamo per la nonviolenza» – Il video

Associazioni, cattolici e laici si sono riuniti per lanciare un forte messaggio nella Giornata mondiale per la pace, il primo giorno dell’anno, con tanto di raccolta firme

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Ferrara «Cominciare l’anno con un’iniziativa per la pace ha un significato profondo e sono molto grato a chi ha organizzato questa manifestazione. Per il mondo cattolico oggi è la Giornata mondiale per la pace, ma è un messaggio nel quale ci possiamo riconoscere tutti, credenti e non», sono le parole di Luca, uno dei partecipanti al presidio convocato ieri mattina (1 gennaio) dalle realtà aderenti alla Rete Pace di Ferrara. Alcuni portavano la bandiera delle loro associazioni di appartenenza, come Emergency, altri quelle della Palestina, la maggior parte quelle arcobaleno contro la guerra. «A Ferrara occorre lavorare sempre più per l’educazione alla pace ed alla nonviolenza», conclude Luca.

Le voci della piazza

«Sono qua perché penso che la costruzione della pace sia un impegno quotidiano e inaugurare l’anno cercando insieme di testimoniare che la pace è possibile, è il modo migliore per affrontare questo 2026 – aggiunge Miriam –. È finito un anno, tuttavia non è cambiato niente, come protestavamo nel 2025, è giusto continuare a farlo anche oggi. Siamo qui per tenere alta l’attenzione, l’unica cosa che al momento purtroppo possiamo fare, con la speranza che la prossima Global Sumud Flotilla possa arrivare a destinazione».

Silvia e Morena sono una accanto all’altra mentre sorreggono la grande bandiera della Palestina che riempie il sagrato: «Il mio proposito per questo anno è continuare a farci sentire e sperare che serva a qualcosa». Difficile restare ottimisti mentre i conflitti non si contano più in giorni o mesi, ma in anni. Eppure dopo il Capodanno la piazza torna a colorarsi di “fuochi di pace”, cittadine e cittadini che a decine hanno animato il cuore della città, per un futuro dove i piani di sviluppo dei governi non ruotino attorno alle guerre. «La mia speranza è coinvolgere sempre più i giovani all’interno di questo grande messaggio di pace – dice Teresa –. I nostri figli sono disorientati, senza punti fermi. Ripartiamo dal primo fondamentale valore inalienabile: la pace».

«Come Sanitari per Gaza di Ferrara – spiega il gruppo di medici e personale sanitario – ci abbiamo tenuto ad aderire al presidio perché la pace rappresenta l’unica possibilità per una reale tutela della salute. Stiamo preparando nuove iniziative per tenere alta l’attenzione sul genocidio ancora in corso a Gaza, proprio adesso che Medici senza Frontiere e altre ong non potranno più operare, rischiamo veramente che la salute della popolazione palestinese sia definitivamente compromessa. Anche per questo stiamo chiedendo di sottoscrivere l’appello per chiedere alla Regione Emilia-Romagna di sospendere le forniture di medicinali non etici tra cui quelli prodotti dalla multinazionale israeliana Teva».

«Noi siamo qui oggi come Fiab – spiega Giuliano Giubelli della Federazione per l’ambiente e la sostenibilità – perché la pace è uno dei punti fermi del nostro statuto e non potevamo mancare a questo primo appuntamento, convinti che la bicicletta sia il mezzo migliore per avvicinarci al mondo che vogliamo».

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