Da Portomaggiore alla tv, la storica Jolly Colombani torna virale
Fondata nel 1924 da un imprenditore illuminato e visionario. Dal lancio dei primi jingle delle pubblicità fino alle vittorie della squadra di basket
Portomaggiore In queste feste natalizie sono tornati in tv i vecchi jingle, canzoncine orecchiabili che hanno segnato intere generazioni. Tra queste anche quella della Jolly Colombani di Portomaggiore, una delle realtà che hanno portato la qualità italiana in tutto il mondo. Non solo, l’imprenditore Giulio Colombani ebbe più di un secolo fa intuizioni che appaiono ancora oggi in tutta la loro grandezza. Una marca presente sugli scaffali dei supermercati e in alberghi, ristoranti, mense e catering con succhi di frutta, conserve di pomodoro e conserve vegetali. È la storia di un territorio e di una nazione intera quella della Jolly Colombani, ora marchio di proprietà di Conserve Italia (nonché registrato nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy), fondato a Portomaggiore nel 1924 da un imprenditore visionario e grande benefattore, quale è stato il commendatore Giulio Colombani.
La storia
Una storia affascinante, che potrebbe anche arrivare sul piccolo schermo. La Colombani iniziò la sua attività industriale nel 1924 a Portomaggiore, per iniziativa del commendatore Giulio Colombani, esempio della nuova classe imprenditoriale durante i primi processi di industrializzazione dell’Italia agricola. Inizialmente, la produzione si è concentra sui pomodori pelati destinati all’esportazione nel Regno Unito. Già allora, Colombani si distinse come imprenditore illuminato, capace di valorizzare le risorse agricole del territorio trasformandole in occasioni di crescita e benessere collettivo. Nel 1926 arrivano la marmellate. A seguito dei mutamenti economici dovuti al regime di cambi controllati, Colombani avviò gradualmente la produzione di marmellate, dimostrando una grande flessibilità nel rispondere prontamente alle nuove esigenze del mercato. Con la guerra tutto rallentò e dopo la fine del conflitto, che aveva causato la distruzione quasi totale dello stabilimento, l’attività riprese nel ’46. Colombani estese la produzione, introducendo la frutta allo sciroppo. Con la collaborazione dei suoi meccanici, idea e realizza impianti di lavorazione all’avanguardia per gli anni, come ad esempio un cuocitore-sterilizzatore verticale continuo per le polpe di frutta installato all’interno di una torretta, boulles di cottura in rame argentato e concentratori muniti di oblò per la produzione di marmellate. Ma è nel 1952 che nasce una nuova linea, quella dei succhi di frutta a marchio Jolly: un’intuizione che conquista rapidamente il mercato, rafforzando l’identità e il successo del marchio a livello nazionale e confermando il ruolo visionario del comm. Colombani.
L’evoluzione
Anche nel campo della comunicazione, Colombani si dimostra un abile innovatore intuendo il valore della pubblicità su tutti i mezzi che coprivano il ventaglio dei media (televisione, stampa quotidiana e specializzata). Dopo la scomparsa del commendator Colombani, la ragione sociale diviene Alimentari Colombani Pomposa Spa, sotto controllo della Sopal Spa. Sette anni dopo la Colombani Pomposa Spa si fonde con la ditta belga Lusurasco, dando vita alla Colombani Lusuco Spa. Nel 1986 il pacchetto di maggioranza delle azioni viene acquisito da Federconsorzi. Con gli anni ’80 arrivano anche importanti sponsorizzazioni sportive, tra cui il basket. Nel 1994 il Gruppo Conserve Italia acquisisce l’intero pacchetto azionario, segnando un importante punto di svolta. Una storia bellissima ricca di sfumature.
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