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Scopre che l’amante è la sorella. Chi è Fabbri, l’investigatore privato di Ferrara

Matteo Ferrati
Scopre che l’amante è la sorella. Chi è Fabbri, l’investigatore privato di Ferrara

Il racconto: «Mi occupo di tutto ciò che il privato deve accertare per una causa civile»

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Ferrara L'Agenzia investigativa americana di Giovanni Fabbri ha sede nella nostra città in via Bersaglieri del Po 10, ed è autorizzata, con regolare licenza rilasciata dal Prefetto, ad effettuare attività di indagine in vari ambiti.

«La mia attività – spiega l’investigatore Fabbri – nasce con un praticantato cominciato nel 1996 in un’altra agenzia investigativa e nel 2000 ho aperto a Ferrara. Abbiamo iniziato subito nel settore civile, con incarichi da parte di clienti privati e studi legali. Solo successivamente è arrivata la licenza per le indagini penali, ma prevalente fin da subito è stata l’attività civile, ovvero tutto ciò che il privato cittadino ha bisogno di accertare o per una causa civile o per decidere se effettuare una richiesta di danni o per un’attività stragiudiziale».

In parole semplici, afferma il titolare dell’agenzia, l’attività investigativa si occupa di «tutti gli accertamenti di cui un privato cittadino o uno studio legale (per il proprio cliente) ha bisogno di fare e che non può chiedere all’attività pubblica delle forze dell’ordine. L’obiettivo è quello di creare delle fonti di prova che diventeranno prova con la testimonianza in tribunale, e con queste poter portare avanti i propri diritti nei confronti di altri soggetti o istituzioni».

Nel corso dei suoi 26 anni di esistenza l’agenzia ha cambiato le proprie scelte lavorative: «Fino a 20 anni fa lavoravamo per il 60-70% per le aziende private e il 30% per i singoli soggetti o gli studi legali – riprende Fabbri – . Poi ho fatto la scelta aziendale di spostare l’80-90% dell’attività nei confronti dei privati e studi legali e la parte residua per le aziende. Questo per motivi di liquidità: mentre i primi ti chiedono un incarico e te lo pagano, le aziende chiedono l’incarico e poi lo pagano dopo 60 o 90 giorni. È stata una scelta economica e, a mio avviso, vincente soprattutto per come sono variate le liquidità aziendali».

Sulla scelta dell’apertura a Ferrara e non in una città più grande con maggiori richieste potenziali: «Sono cresciuto e ho fatto le scuole a Ferrara – ricorda l’investigatore – ; nel momento in cui ho pensato di realizzare un qualcosa di importante inerente a questo tipo di attività, non potevo non aprire a Ferrara. È stata una decisione di cuore».

Per andare maggiormente nel pratico, è stato chiesto a Fabbri se potesse riportare un episodio particolarmente spinoso ed esemplificativo del suo mestiere. Questo il suo racconto: «Parlo di un caso vecchio ma molto particolare. Ricevo un incarico per ipotesi di infedeltà coniugale da parte di una signora. Noi le chiediamo massima riservatezza, perché è molto importante che nessuno sappia del nostro lavoro, altrimenti nel giro di pochi giorni rischiamo che almeno 10 persone sappiano che è stato incaricato un investigatore privato. Iniziamo le osservazioni sul marito e fa delle attività assolutamente normali vicino a casa, comportandosi in modo diverso rispetto a quanto ci aveva scritto la moglie. Decidiamo di comunicare alla cliente che avremmo interrotto per qualche giorno la sua attività, mentre invece continuiamo il controllo sul marito. Il giorno successivo quest’ultimo va in un hotel del Veneto e lì arriva una donna, l’amante, su un’auto sconosciuta. I due passano parecchie ore in struttura ed escono separati. Dopo alcune ricerche, abbiamo notato che il cognome dell’amante era lo stesso della cliente. Alla fine, quando consegniamo i dossier, scopriamo dalla cliente che l’amante del marito era sua sorella: lei era effettivamente (e, col senno di poi, paradossalmente) l’unica persona a cui la cliente aveva confessato di aver incaricato un investigatore. Se non avessimo finto di interrompere le ricerche, non saremmo mai riusciti a scoprire il tradimento... la sorella e il marito erano a conoscenza della nostra investigazione». Richieste coniugali di questo tipo consistono circa nell’80% dell’attività civile.

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