Capotreno ucciso a Bologna, l’assassino fermato da una poliziotta di Finale Emilia
Daniela Braida, vicequestore alla guida del commissariato di Desenzano
Finale Emilia È stata una poliziotta finalese, ex studentessa alla scuola elementare di XII Morelli, a fermare Jelenik Marin, il 36enne croato ricercato per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne ucciso lunedì con una coltellata nel parcheggio della stazione di Bologna. Si tratta di Daniela Braida, dal 2023 vice questore del commissariato di Desenzano sul Garda, che per anni ha prestato servizio nel modenese. Precisamente a Mirandola dove, per cinque anni alla guida del commissariato, ha stabilito un saldo legame col territorio visto l’eccellente operato tanto che, quando ha fatto le valigie, non erano mancate parole d’affetto e rammarico per il trasferimento prima nell’ufficio Immigrazione della Questura di Modena, poi nel Bresciano. Ed eccellente è stato anche il lavoro di questi giorni: il presunto killer croato, al momento del fermo, si trovava alla stazione di Desenzano, era senza documenti ed è stato identificato attraverso un particolare sistema di comparazione delle impronte dagli agenti del commissariato di polizia, coordinato proprio da Braida. Il 36enne era ricercato da due giorni per l’efferato omicidio, secondo il pm commesso “per motivi abietti”, del giovane capotreno. Quando è stato fermato in stazione a Desenzano del Garda aveva con sé due coltelli, armi su cui verranno svolti accertamenti. Sembra proprio che la vice questora finalese, dove presta servizio, lasci il segno.
I messaggi
Ne sono testimonianza i messaggi dell’amministrazione comunale mirandolese del 2019, che salutava Braida ringraziandola per «il lavoro svolto in città – si legge in un comunicato di allora –, è stato eccellente e i rapporti con il Comune sono sempre stati improntati al rispetto reciproco e alla massima collaborazione. Si tratta quindi di una perdita pesante che penalizza Mirandola e il territorio e l’ennesima conferma di come, purtroppo, il ministero dell’Interno non pensi a consolidare e rafforzare la presenza della polizia di Stato nella Bassa».
Classe 1982, Braida dopo la laurea in giurisprudenza e il corso di formazione biennale per commissari presso la scuola superiore di polizia a Roma, è stata assegnata alla questura di Verona. Successivamente, in qualità di dirigente, ha guidato prima il commissariato di Mirandola poi l’ufficio Immigrazione di Modena.
Importante il lavoro di rete nel nostro territorio realizzato negli anni dal dirigente, con le istituzioni che operano nel delicato settore dell’immigrazione, a partire dalla Prefettura, per quanto riguarda la trattazione dei profughi sia adulti che minori per l’acquisizione delle istanze di asilo politico e protezione internazionale. Fondamentale anche il raccordo con il Terzo settore e con il mondo dei patronati, per affrontare i casi più complessi, e il dialogo con i legali sui contenzioni in materia di permessi di soggiorno ed espulsioni. Grazie a uno sforzo straordinario operato dal personale dell’Ufficio immigrazione, sono state affrontate al meglio, con grande umanità e disponibilità, le continue emergenze ed i nuovi flussi migratori, asilanti, profughi di varie provenienze, compresi gli ucraini con le loro famiglie, minori stranieri non accompagnati.
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