Zerbinate, maxi-intervento da 1,3 milioni di euro con il Pnrr
Acr Reggiani (Herambiente) mette in sicurezza 3mila metri quadrati di suolo
Bondeno Si è tenuto ieri mattina il sopralluogo congiunto su un’area bonificata a Zerbinate di Bondeno: presenti l’assessora regionale Irene Priolo, il sindaco di Bondeno Simone Saletti e i vertici della società aggiudicataria dell’appalto Acr Reggiani (del Gruppo Herambiente), i quali hanno effettuato una visita presso il sito orfano ex Pps Ambiente, illustrando gli esiti del lavoro da poco concluso.
Le parole del sindaco
«Questo a Zerbinate è un traguardo fondamentale per la bonifica e la restituzione al territorio di un’area molto inquinata – afferma il sindaco di Bondeno Simone Saletti –. Il lavoro è stato eseguito grazie ai fondi del Pnrr e grazie alla Regione: un comune come Bondeno non avrebbe mai avuto 1,3 milioni di euro a disposizione per fare una bonifica di questo tipo. È stata realizzata un’ottima partnership anche con Acr Reggiani, l’azienda che ha eseguito la lavorazione. Ci siamo candidati anche per altre progettualità, che speriamo vengano esaudite con i bandi successivi». Saluta così il sindaco Saletti il lavoro di bonifica realizzato in un’area di quasi 3mila metri quadri di via Consorziale di Zerbinate.
Il sito e l’intervento
Sin dai primi anni Duemila, a seguito della dismissione di una cava di argilla, il sito era stato interessato da gravi criticità ambientali, registrando livelli eccessivi di vari metalli pesanti, idrocarburi e diossine.
Grazie all’azione congiunta di Regione e Comune questo spazio era stato inserito nel programma nazionale di bonifica dei siti orfani. Per mezzo del finanziamento da 1.365.606 euro dal Pnrr sono state effettuate opere strutturali di confinamento e impermeabilizzazione. Un intervento vitale, poiché la percolazione in falda di materiale inquinante è un danno ambientale grave e non circoscritto, che rischiava di coinvolgere un territorio e un numero di cittadini ben oltre i perimetri dell’area.
In primo luogo, delle palancole in ferro sono state posizionate attorno al perimetro dell’area contaminata, in modo da separarla da quella circostante. In seguito, sulla superficie è stato realizzato il “capping”, ovvero l’installazione di una copertura Hdpe impermeabile volta a impedire infiltrazioni di acqua pluviale, scongiurando le contaminazioni delle falde. In seguito, sono stati posizionati 40 cm di terreno vegetale, al fine di aiutare l’habitat a una ricrescita spontanea, che sarà accompagnata (nella prossima stagione) da un inalberamento di alcuni cespugli autoctoni. Le attività di messa in sicurezza permanente dell’area, a seguito della progettazione da parte di Wsp Italia, sono state realizzate da Acr Reggiani – leader nel settore delle bonifiche ambientali e dal 2022 parte del Gruppo Herambiente.
«Ci siamo trovati di fronte a un sito immerso in un’ambiente sostenibile – dichiara Francesco Santini, dirigente del settore bonifica di Acr Reggiani –. L’attività che è stata eseguita è quella del confinamento di quest’area al fine di limitarne il trasferimento dai terreni inquinati verso le matrici ambientali sostenibili, quindi verso le acque presenti in prossimità (come il laghetto) piuttosto che quelle presenti in falda o nei canali irrigui vicini. Oltre alla perimetrazione con palancolati e all’impermeabilizzazione, è stato realizzato il riempimento delle depressioni presenti: c’era un laghetto che è stato prosciugato e riempito con del materiale derivante da impianti locali».
La voce dalla Regione
«Con la bonifica del sito orfano restituiamo alla comunità un’area che per anni ha rappresentato una criticità ambientale – afferma con orgoglio Irene Priolo, assessora regionale all’Ambiente –. Un intervento che consente di chiudere una ferita del territorio e di riconsegnare alle cittadine e ai cittadini uno spazio finalmente sicuro dal punto di vista ambientale. Molto positivo il fatto che siano stati rispettati i tempi: abbiamo tutti lavorato bene e abbiamo messo la parola “fine”, dimostrando che siamo all’altezza della sfida».
Per il futuro
Si prospetta che l’intervento eseguito risolva l’inquinamento dovuto a questa sorgente di contaminazione primaria. Tuttavia, dovranno essere mantenuti e realizzati dei monitoraggi anche in futuro. Sulla prossima gestione del terreno non c’è certezza: le stesse istituzioni non sanno come si risolverà il dialogo con l’attuale proprietà privata. Di certo, tutto il lavoro eseguito (e le risorse spese per farlo) non dovrà portare all’abbandono di questo angolo di terreno restituito alla natura; un’area che aspettava da 20 anni di essere bonificata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA