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Allevamento di suini e scontri: «A Bondeno niente orrori grazie al Pd»

Allevamento di suini e scontri: «A Bondeno niente orrori grazie al Pd»

Il segretario Corradi rivendica lo stop dei capannoni-lager

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Bondeno «L’orrore non deve avere una casa a Bondeno». Inizia così una nota di Tommaso Corradi, segretario del Pd di Bondeno e consigliere comunale.

«Le recenti indagini di Greenpeace, che documentano scenari agghiaccianti all’interno degli allevamenti intensivi — dove il cannibalismo tra i suini, l’abbandono degli animali malati e le precarie condizioni igieniche sembrano la norma — non sono solo immagini lontane, ma un rischio concreto che abbiamo il dovere di respingere dal nostro territorio. Come consigliere comunale e segretario del Partito democratico di Bondeno, sento la responsabilità di dare voce a chi non l’ha, e di proteggere la nostra terra da una deriva che sacrifica l’etica e l’ambiente sull’altare dell’affarismo. Due anni fa il Consiglio comunale di Bondeno è stato chiamato a decidere sull’ampliamento dell’impianto di suini di Zerbinate. Un progetto che avrebbe portato il numero di capi a livelli insostenibili, ben oltre i limiti previsti dal nostro Piano Regolatore, arrivando a un indice di 84 quintali di peso vivo per ettaro. In quella sede ho espresso con fermezza il mio voto contrario, insieme agli altri consiglieri di opposizione. Non è stata solo una scelta tecnica, bensì un atto politico di visione e di coraggio. Mentre la maggioranza vacillava davanti al peso della responsabilità di bloccare un progetto indifendibile. Abbiamo ribadito che se esistono delle regole, queste devono valere per tutti: non possiamo permettere deroghe su questi temi. Difendere Stellata, Zerbinate, il Po e la nostra salute è stata la nostra priorità. Il progetto bocciato prevedeva un insediamento gigantesco a soli 3 km in linea d’aria da Stellata e dal Po, aree di inestimabile valore turistico e ambientale, parte del Mab Unesco “Po Grande”. Permettere l’espansione dell’allevamento intensivo avrebbe significato condannare il territorio a emissioni insopportabili per i residenti, inquinamento delle falde e del suolo dovuti allo spandimento dei liquami e danni strutturali alla viabilità locale, già provata dal passaggio di pesanti autobotti».

«Le immagini diffuse da Greenpeace – aggiunge – mostrano quello che accade quando si perde il controllo e si trasforma la vita animale in pura merce. Code tagliate, ferite infette, animali lasciati morire di stenti nei corridoi: questo è il volto oscuro dell’allevamento intensivo. Il nostro voto in Consiglio ha fermato l’espansione di questo modello a Bondeno. È stato un gesto di resistenza necessario. Il coraggio dell’opposizione sta nel non aver ceduto alle pressioni e nel aver messo la tutela del paesaggio e della salute pubblica davanti agli interessi privati. Bondeno è già satura. Il nostro impegno continuerà affinché il futuro della nostra agricoltura sia basato sulla qualità, sulla sostenibilità e sul rispetto della vita, e non sulla moltiplicazione di capannoni-lager che offendono la nostra coscienza». 

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