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In tribunale

Gru crollata sulle case a Boara, in tre a processo per disastro

Daniele Oppo
Gru crollata sulle case a Boara, in tre a processo per disastro

Assolto un operaio, a giudizio due imprenditori e un lavoratore

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Ferrara Un’assoluzione «per non aver commesso il fatto» e tre rinvii a giudizio. Si è chiusa così l’udienza preliminare del procedimento per il crollo della gru su alcune palazzine a Boara, avvenuto il 17 agosto del 2022 in una notte di maltempo e venti fortissimi.

Ad essere assolto, con il rito abbreviato, è stato Giuseppe Coppola, uno degli operai della Edil Scott, azienda che aveva assunto il subappalto dei lavori edili ed era incaricata di manovrare la gru. Da quanto emerso nel corso del procedimento, Coppola non sarebbe stato presente nel cantiere l’ultimo giorno prima della pausa ferragostana (il 12 agosto) e quindi non avrebbe avuto responsabilità nella condotta che, come emerso da una perizia, ha originato il disastro: ovvero aver messo il freno al braccio della gru, che impossibilitato a ruotare, la notte di maltempo avrebbe subìto l’azione dei venti, fino a sollevarsi dal suolo e cadere sulle case, danneggiandole pesantemente.

Il giudice Marco Peraro ha invece deciso il rinvio a giudizio – come chiesto dalla sostituta procuratrice Isabella Cavallari – per Giuseppe Tassi, al tempo legale rappresentante della Tassi Group, azienda edile che aveva assunto il cantiere per dei lavori in uno dei condomini interessati, e per Tenno Cavallari, legale rappresentante della Edil Scott e del suo sottoposto Jamal Mgoune. Il processo inizierà il prossimo 10 marzo davanti alla giudice Rosalba Cornacchia. I tre sono imputati, a vario titolo, di disastro colposo.

Ci saranno anche le parti civili, ovvero i 19 residenti danneggiati a causa del crollo, che per molti mesi non sono stati in grado di rientrare nelle proprie abitazioni, molte delle quali pesantemente rovinate anche per via delle infiltrazioni d’acqua verificatesi prima della rimozione della gru, i cui tempi si sono dilatati per la necessità di effettuare dei complessi accertamenti tecnici ai fini dell’indagine. Sono assistiti dagli avvocati Gianni Ricciuti, Denisl Lovison (in udienza ieri la collega Elena Smanio) e Luca Tieghi. Per le parti civili il processo assume molta importanza dal punto di vista risarcitorio, dato che in tutto questo tempo, nonostante le lunghe interlocuzioni, non è stato trovato un accordo con le assicurazioni, che rimangono alla finestra in attesa dell’accertamento delle responsabilità dal punto di vista penale. I danni sono stimati in circa 60mila euro. «Siamo soddisfatti per l’esito dell’udienza – il commento dell’avvocato Ricciuti –, finalmente potrà iniziare l’accertamento delle responsabilità».

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