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Ferrara, Ausl sopra la media per i risultati contro il tumore: «aiutate 25mila persone»

Matteo Ferrati
Ferrara, Ausl sopra la media per i risultati contro il tumore: «aiutate 25mila persone»

I dati sono stati pubblicati in occasione del World Cancer Day. Impatto positivo della prevenzione, in crollo la mortalità. «Fondamentali gli screening»

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Ferrara In occasione del World Cancer Day, che si è celebrato ieri, mercoledì 4 febbraio, le Aziende sanitarie ferraresi mettono in evidenza il proprio impegno nella lotta contro i tumori, fondato su un modello che integra assistenza, ricerca e capillarità territoriale. Attraverso il Dipartimento onco-ematologico e la rete provinciale vengono garantiti percorsi specifici per oltre 25.000 cittadini ferraresi che convivono con una storia di tumore, puntando su diagnosi precoci e cure personalizzate.

Il panorama oncologico contemporaneo si sta indirizzando verso un paradosso positivo: mentre il numero assoluto di nuove diagnosi (incidenza) rimane elevato, la mortalità continua a calare in modo significativo. Questo successo è il risultato di un approccio integrato: terapie farmacologiche sempre più personalizzate (immunoterapia e farmaci a bersaglio molecolare), e l'efficacia dei programmi di Screening organizzati.

I dati nazionali

«Il tumore alla mammella resta la sfida principale per la salute femminile, con circa 55.000 nuovi casi all'anno. Tuttavia, oggi in Italia la sopravvivenza a 5 anni ha raggiunto l'86%, un valore tra i più alti in Europa. La mammografia offerta dal programma di screening è estremamente efficace: permette una diagnosi precoce di lesioni millimetriche» sottolinea la dottoressa Caterina Palmonari, direttrice dell’unità operativa complessa screening oncologici.

Il tumore del colon-retto rappresenta forse l'esempio più emblematico di questo successo: qui lo Screening diventa una vera e propria arma di prevenzione attiva. Il punto di massima convergenza tra ricerca scientifica e prevenzione viene tuttavia raggiunto nella lotta contro il tumore della cervice uterina. «Se per il seno cerchiamo la precocità e per il colon la prevenzione delle lesioni – afferma Palmonari –, qui l'obiettivo è ormai l'eradicazione».

A livello locale

Questi successi nazionali trovano una conferma straordinaria anche a livello locale. In quest'area, l'efficacia dei programmi di Screening ha prodotto risultati superiori alle medie nazionali: i tumori della cervice uterina hanno registrato una contrazione del 40% nell'incidenza e un dimezzamento della mortalità. Sul fronte del carcinoma mammario, si è assistito a una riduzione del 31% delle forme avanzate e a un crollo della mortalità del 56%.

Anche per il tumore del colon-retto, i dati ferraresi evidenziano il valore dell'adesione ai controlli, con una riduzione della mortalità del 65% (uomini) e del 54% (donne) tra coloro che partecipano regolarmente allo screening proposto. Fondamentale è prestare attenzione alla prevenzione e aderire ai programmi di Screening oncologici attivi sul territorio.

Per lo screening di diagnosi precoce dei tumori alla mammella, il programma propone la mammografia annuale (donne dai 45 ai 49 anni) e biennale a tutte le donne dai 50 ai 74 anni. Per quello di prevenzione dei tumori del colon-retto, il programma offre il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni (a tutti i residenti e domiciliati assistiti in regione) dai 50 ai 69 anni e, a partire dal 2025, la Regione estende lo screening gratuito per il cancro del colon retto alla fascia d’età 70-74 anni.

In caso di positività, previsto un colloquio informativo con l'infermiere di prossimità per l'inserimento nel percorso di approfondimento. Lo screening di prevenzione dei tumori al collo dell’utero propone il Pap-test, ogni tre anni, alle donne dai 25 ai 29 anni nate prima del 1998 e alle nate dal 1998 in poi (se non vaccinate con almeno due dosi di vaccino Hpv entro i 15 anni) e l’Hpv test, ogni 5 anni, a tutte le donne dai 30 ai 64 anni.

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