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Il racconto

La famiglia emigra nel Basso Ferrarese, il soldato ucraino in congedo la raggiunge

Piergiorgio Felletti
La famiglia emigra nel Basso Ferrarese, il soldato ucraino in congedo la raggiunge

La moglie e la figlia di Serhii Puhach avevano trovato rifugio nel Delta, e adesso si sono ricongiunti: «Sono stato smobilitato dall’esercito perché mutilato in azioni di guerra»

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Basso ferrarese La vita di Serhii Puhach, 38 anni, sposato e con una figlia piccola, ingegnere meccanico e residente nella popolosa e vivace città di Sumy situata a nord-est dell’Ucraina al confine con la Russia, sia familiare che professionale, procedeva tranquilla e gratificante. Poi, dal 24 febbraio 2022 tutto è cambiato, quando l’esercito russo ha invaso il Paese. In questi frangenti connotati dal pericolo, si è preoccupato prima di tutto della sicurezza della sua famiglia, che è partita per l’Italia ospite di parenti già da tempo residenti in un comune del Basso Ferrarese.

In questi giorni Sergej, dopo essere stato congedato dall’esercito in quanto mutilato in azioni di guerra, sta trascorrendo un periodo di vacanza in compagnia della propria famiglia, in attesa di rientrare per recarsi nella città di Leopoli dove sarà sottoposto ad un intervento per l’applicazione di una protesi al braccio destro mutilato e per prosegue la necessaria riabilitazione.

Il racconto

Abbiamo incontrato Serhii che ha raccontato la sua esperienza di uomo e di soldato. «Nel maggio del 2022 – ci dice – mi sono offerto volontario per difendere la mia Patria e mi sono arruolato nelle Forze Armate». Quindi, dopo un periodo di addestramento, tra cui alcuni corsi effettuati in Lettonia e in Germania, è stato assegnato alla 47ª Brigata Meccanizzata Separata. Nel corso del servizio durato 31 mesi, ha combattuto nei punti più caldi del fronte, dove ogni giorno veniva richiesta resistenza, determinazione e totale dedizione.

«Oltre ad affrontare quotidianamente condizioni estreme di pericolo, assistere alla morte di tanti commilitoni e vivere ogni giorno con l’intima paura di non poter rivedere la luce del giorno dopo». Nel corso degli aspri combattimenti al fronte «ho partecipato attivamente alla liberazione e alla difesa delle regioni di Zaporižžja e Donetsk, proteggendo la terra ucraina e per mantenere posizioni strategiche».

Inoltre ha anche partecipato «all’operazione nella regione di Kursk, dove ho svolto missioni come capo navigatore anziano del plotone anticarro, agendo in condizioni estreme dovute ai duri combattimenti, al freddo che in Ucraina non perdona ed alla fame». In quel periodo ha ricoperto sia il ruolo di assaltatore che di specialista anticarro, in rapporto alla posizione occupata ed alle condizioni del terreno.

Dolore

Quindi, la pagina più dolorosa della sua vita di uomo e di soldato si è verificata il 13 novembre 2024. Durante una missione nella regione di Kursk, è rimasto gravemente ferito a seguito di un bombardamento con carri armati da parte delle forze russe durante l’assalto alle posizioni ucraine. «Nel corso del combattimento – ricorda con evidente sofferenza, cercando lo sguardo della moglie seduta accanto – ho riportato una grave ferita alla gamba e perso il braccio destro. Dopo la stabilizzazione delle mie condizioni negli ospedali ucraini, il successivo 13 dicembre sono stato trasferito in Lituania».

La storia di Serhii Puhach è emblematica e rappresenta un esempio di coraggio, forza d’animo e amore incondizionato per il proprio Paese.

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