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Nuove disposizioni Ue sull’amianto. Amil Ferrara: «Accertate altre patologie»

Matteo Ferrati
Nuove disposizioni Ue sull’amianto. Amil Ferrara: «Accertate altre patologie»

La Commissione europea ha aggiornato la raccomandazione sulla lista delle malattie professionali. Il presidente Alberti: «Importante per l’ondata di ristrutturazioni»

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Ferrara Lo scorso 18 dicembre la Commissione europea ha aggiornato la Raccomandazione Ue sulla lista delle malattie professionali a livello continentale, adottando la nuova Raccomandazione 2025/2609.

L’amianto è un agente cancerogeno pericoloso e ancora diffuso in diversi settori economici, quali la ristrutturazione edilizia, l’attività estrattiva, la gestione dei rifiuti e la lotta antincendio, in cui i lavoratori possono essere ad alto rischio di esposizione.

Si stima che attualmente siano esposti all’amianto tra 4,1 e 7,3 milioni di lavoratori. Inoltre, i tumori professionali sono la principale causa di decessi correlati al lavoro nell’Unione, dovuti principalmente all’esposizione a sostanze cancerogene come, appunto, l’amianto.

«L’amianto, è bene ricordare, è il diretto responsabile del 75% di tumori professionali riconosciuti nell’Unione europea – afferma il coordinatore della Commissione amianto e tumori professionali Anmil Alberto Alberti –. È molto importante che siano riconosciute nuove patologie sino ad ora sottaciute e legate all’esposizione da amianto. Allo stesso tempo, questo decisivo passo in avanti necessita di una visione ben definita, per non rischiare di disperdere le importanti direttive all’interno della Raccomandazione».

Alberti prosegue, affermando che «il documento rappresenta il Vademecum di come dovrebbe funzionare nel Vecchio continente l’assistenza per i malati di patologie legate all’amianto e, in genere, per le vittime di malattia professionale. Ma è bene ricordare che ogni stato dell’Ue ha una propria legislazione in materia, gestendo con le proprie realtà e organizzazioni dedicate (come l’Inail in Italia) le pratiche di malattia professionale decidendone, in base alle rispettive normative, cure e risarcimenti».

«Sarebbe altresì necessario – continua il coordinatore della commissione Anmil – che si costituisse una struttura capace di coordinare i dati sulle patologie di ogni Stato membro in relazione alle differenti normative, nell’ambizioso tentativo di creare un’unica regolamentazione capace di soddisfare i parametri di equità e tutela in tutta l’Unione Europea».

Il desiderio di Alberti si inscrive nella cornice della “Renovation Wave” europea, vale a dire l’ondata di ristrutturazioni prevista dal Green Deal, che tratta nello specifico linee guida per la gestione coordinata dei rischi legati all’amianto. In merito a ciò, vi è un notevole problema pregresso: l’amianto è ancora presente in molti edifici vecchi che saranno probabilmente ristrutturati, adattati o demoliti nei prossimi anni; ciò comporta che l’esposizione dei lavoratori dovrebbe aumentare negli Stati membri proprio con la realizzazione di questa ondata di ristrutturazioni.

Il quadro strategico dell’Ue si muove allo scopo di rafforzare la base di conoscenze comprovate a sostegno della legislazione e delle politiche nazionali e, allo stesso tempo, di migliorare la ricerca e la raccolta di dati (a livello di Unione e dei singoli Stati), quale prerequisito per la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro.

Inoltre, il documento raccomanda agli Stati membri: “di introdurre al più presto nelle loro disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative alle malattie riconosciute scientificamente di origine professionale, che possono dar luogo ad indennizzo e che devono costituire oggetto di misure preventive, l’elenco europeo delle malattie professionali” presenti in allegato.

Gli elenchi aggiornati degli agenti chimici che causano malattie professionali insieme alle liste aggiornate di queste ultime (comprese malattie della pelle e per inalazione), sono infatti pubblicati come allegati alla Raccomandazione Ue 2025/2609 e sono visibili online al link http://data.europa.eu/eli/reco/2025/2609/oj.

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