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Il provvedimento

Pontelagoscuro, ai domiciliari ma non risponde: Piccinini finisce in carcere

Pontelagoscuro, ai domiciliari ma non risponde: Piccinini finisce in carcere

Aggravata la misura cautelare, il 23enne era ai domiciliari per la tentata estorsione al Big Town

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Pontelagoscuro Tapparelle abbassate, nessuna risposta al citofono. E così è scattata la denuncia per evasione e l’aggravamento della misura cautelare, trasformata da arresti domiciliari a custodia in carcere. Si è messo ancora una volta nei guai, Lorenzo Piccinini, 23enne condannato in primo grado e in appello a tre anni di reclusione (è pendente il ricorso per Cassazione) per aver partecipato insieme a Davide Buzzi al tentativo di estorcere denaro a Mauro Di Gaetano, titolare del bar Big Town oggi a processo, insieme al padre Giuseppe, per il tragico culmine della vicenda, con l’omicidio di Buzzi e il tentato omicidio proprio di Piccinini.

Il giovane era stato sottoposto a un controllo nel suo domicilio da parte di una pattuglia della sezione radiomobile della Compagnia dei carabinieri ferrarese, allo scopo di verifica la sua presenza all’interno dell’abitazione. Lo stesso infatti, come disposto dall’autorità giudiziaria, era autorizzato ad uscire soltanto in orari ben precisi.

Giunti davanti alla porta dell’abitazione, i carabinieri si erano resi immediatamente conto che qualcosa non andava: stranamente infatti, nonostante fosse pieno giorno, le tapparelle erano tutte abbassate. Dopo aver suonato ripetutamente il campanello senza ricevere alcuna risposta, hanno quindi mandato una relazione su quanto accaduto alla Corte d’appello di Bologna che, preso atto degli accertamenti svolti dai militari, ha disposto l’aggravamento della misura cautelare alla quale il giovane era sottoposto.

Nella mattinata di giovedì quindi, su disposizione dei magistrati bolognesi, i carabinieri della stazione di Pontelagoscuro hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti del 23enne, dichiarandolo in arresto e accompagnandolo presso la casa circondariale dell’Arginone, dove permarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Interpellato, il legale che assiste Piccinini, l’avvocato Giampaolo Remondi, preannuncia appello davanti al tribunale delle libertà contro la decisione, ritenendo non sussistente la violazione contestata dai carabinieri e posta alla base dell’aggravamento della misura cautelare. 

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