Ferrara, luci accese al Grattacielo dopo lo sgombero
Il corpo aggiunto non rientrerebbe negli obblighi delle ordinanze
Ferrara A pochi giorni dallo sgombero di giovedì mattina del Grattacielo a seguito dell’ordinanza di inagibilità anche delle torri A e C firmata dal sindaco Alan Fabbri il 22 gennaio, il palazzo aveva definitivamente spento le sue luci. Ma l’area del Grattacielo in realtà non si è spenta del tutto. C’è infatti una curiosità che non tutti conoscono.
Sabato sera, alcuni ragazzi che si stavano dirigendo verso la stazione ferroviaria hanno notato un bagliore provenire da diverse finestre dello stabile che affaccia sull’angolo tra viale Cavour e via Felisatti. Le luci, visibili dall’esterno, hanno subito attirato l’attenzione dei giovani, considerando che l’edificio dovrebbe essere completamente vuoto e al buio perché tutte le utenze dopo lo sgombero sono state staccate proprio per motivi di sicurezza in considerazione del rischio di incendi. I locali interessati si trovano al primo e secondo piano dell’angolo dove ha sede la sala Polivalente di viale Cavour 189, in quello che è conosciuto come corpo aggiunto. Tra l’altro, proprio lì, nei giorni scorsi il circolo Arci Officina Meca aveva annunciato l’addio al Grattacielo. Da notare anche che nella porta di accesso a quella porzione di condominio non sono state installate le grate, a differenza di quanto avvenuto per le porte di accesso alle tre torri e per il sottopassaggio.
A quanto si apprende dai diretti interessati, infatti, il corpo aggiunto è uno stabile a parte che non è stato coinvolto nelle imposizioni delle ordinanze e pertanto resta abitato. Abbiamo comunque provato a contattare l’amministratore condominiale per avere maggiori informazioni sulla porzione di stabile in questione, ma nella giornata di ieri non è stato possibile ottenere alcun riscontro. Pertanto, qualche luce, seppur sul retro della costruzione, resta ancora accesa e il Grattacielo conserva alcuni guardiani.
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