Maxi cantiere al Castello di Ferrara: cento quadri da mettere al sicuro
Le tele saranno impacchettate, etichettate e custodite in luogo sorvegliato
Ferrara Il patrimonio pittorico del Castello Estense dovrà essere messo al sicuro durante i lavori di riparazione e miglioramento strutturale post sisma. Un centinaio di opere pittoriche dovranno essere raccolte, spolverate, imballate ed etichettate per poi essere conservate in apposite rastrelliere che la Provincia di Ferrara, ente proprietario del monumento, ha già provveduto a realizzare. Un compito che può essere svolto soltanto da ditte specializzate, con la supervisione di un restauratore di beni culturali abilitato.
A dicembre la Provincia, valutato il curriculum, aveva affidato l’incarico a un professionista del Centese, ma lo slittare dei tempi della procedura di gara europea per l’appalto da oltre 16 milioni di euro ha rimescolato le carte e determinato variazioni al cronoprogramma. Il professionista ha dovuto così rinunciare all’incarico, essendo il nuovo calendario incompatibile con precedenti impegni, e la Provincia si appresta a individuare una nuova ditta nell’elenco dei restauratori curato dalla Sovrintendenza.
Un aspetto particolarmente delicato, dunque, all’interno del maxi appalto che occuperà per quattro anni il Castello Estense. Le circa cento tele che dovranno essere spostate risalgono in parte all’epoca contemporanea e in parte tra la fine del Settecento e l’Ottocento. Tra queste, anche due copie di pregio. La prima è una copia Ottocentesca su tavola di un’opera dell’Ortolano, il cui originale è esposto nel museo di Capodimonte a Napoli. La seconda, pur appartenente alla collezione del Castello Estense, è ora esposta nella chiesa di Santa Maria della Consolazione. È la copia di una cinquecentesca Santa Margherita il cui originale si trova a Copenhagen. Su interessamento dell’architetto Andrea Malacarne e dell’allora direttore dei musei civici di Ferrara Giovanni Sassu, venne raggiunto un accordo con il Comune di Ferrara che sostenne le spese del restauro. E la copia di pregio ha trovato quindi collocazione in una bacheca nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, e continuerà a essere visibile anche durante i quattro anni di lavori. Le altre opere comunque non lasceranno il Castello: impacchettate, saranno custodite in un’area non interessata dal cantiere, in un luogo sorvegliato e dotato di allarme.
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