Ferrara abbraccia Vittorio Sgarbi e l’opera di Avanzi
La tela viene ricollocata in San Cristoforo dopo oltre 80 anni di assenza
Ferrara La città ritrova uno dei suoi capolavori più imponenti. Nel presbiterio della chiesa di San Cristoforo alla Certosa è tornata visibile, dopo oltre ottant’anni, “L’Apparizione di San Bruno a Ruggero conte di Sicilia prima della battaglia di Capua” di Giuseppe Avanzi (1646-1718), olio su tela di dimensioni monumentali (930×425 cm), oltre trenta metri quadrati di pittura pensati come vera “architettura dipinta”, capace di ridefinire lo spazio liturgico e lo sguardo dei fedeli.
La presentazione ufficiale ha segnato la conclusione di un lungo e complesso restauro condotto dal Laboratorio Ottorino Nonfarmale di San Lazzaro di Savena, finanziato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e accompagnato dal Comune di Ferrara nella delicata fase di movimentazione e ricollocazione, resa molto impegnativa dalle dimensioni eccezionali della tela.
Alla cerimonia hanno preso parte l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, la dirigente del Servizio Cultura Ethel Guidi, la soprintendente Francesca Tomba, la dirigente regionale Cristina Ambrosini e Giovanni Giannelli per il laboratorio di restauro. Al tavolo dei relatori anche Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte, alla sua prima apparizione pubblica in città dopo oltre un anno e mezzo. Il suo ingresso è stato accolto da un caloroso applauso. Gulinelli lo ha ringraziato, definendo la sua presenza «un segno di speranza per chi crede nella verità e nella dignità del pensiero».
«La tela torna nello spazio a lei destinato, a disposizione della comunità», ha sottolineato l’assessore, ricordando che nel 2023 era stata ricollocata anche l’altra grande opera di Avanzi dedicata a San Bruno. «Restituire non è solo conservare: significa ricucire una frattura storica e restituire senso a uno spazio». Commissionata nel 1695 dal priore della Certosa Daniele Campanini e documentata in chiesa già l’anno successivo, l’opera sopravvisse alle confische napoleoniche e ai bombardamenti del 1944. I danni più gravi arrivarono però nel dopoguerra, quando fu rimossa dal telaio e arrotolata senza protezione, restando per decenni in condizioni precarie, con perdite irreversibili nelle parti a contatto con il suolo. Solo negli anni ’60 un primo recupero, seguito dal deposito a San Lazzaro, ha avviato il percorso culminato nel ritorno definitivo.
La scena raffigura l’apparizione miracolosa di San Bruno a Ruggero d’Altavilla alla vigilia della battaglia di Capua. Avanzi costruisce una composizione teatrale in cui il santo, nel candido abito certosino, irrompe nel campo militare tra soldati e cavalli in tumulto, celebrando il legame tra il potere normanno e l’Ordine certosino. Un vertice della pittura di storia barocca ferrarese che oggi torna a dialogare con lo spazio per cui era stato concepito, restituendo unità visiva e significato simbolico all’intero presbiterio.
Sono in programma visite guidate gratuite (da oggi a domenica, poi 27 e 28 febbraio, ore 15.30, su prenotazione al numero 0532.244949 oppure via mail a diamanti@comune.fe.it). Domenica 1º marzo, alle 10, la messa celebrata dall’arcivescovo Gian Carlo Perego.