Grattacielo di Ferrara, il Pd chiede alla Giunta Fabbri l'accesso agli atti
Dai controlli di polizia fino alla mancata riqualificazione
Ferrara Prosegue la bagarre sull’emergenza grattacielo. La consigliera comunale del Pd Sara Conforti ha inoltrato un’interrogazione alla giunta comunale per fare chiarezza sulla gestione delle tre torri durante il mandato di Alan Fabbri. Il tutto parte dalle criticità dell’area già ben note dal 2019, l’anno nel quale l’attuala giunta si è insediata.
Nel documento si afferma che «non risulta al Consiglio comunale una ricostruzione organica, cronologica e documentata degli interventi eventualmente posti in essere dal 2019 ad oggi presso l’edificio Grattacielo dalla Polizia locale e dalle forze dell’ordine. Risulta pertanto necessario comprendere se e come si sia proceduto, dal 2019 ad oggi, con azioni mirate e selettive sulle singole posizioni critiche che potrebbero in toto o in parte coincidere con le situazioni di inottemperanza delle spese condominiali».
L’opposizione consiliare vuole scendere nel dettaglio, chiedendo risposte alla giunta sotto svariati aspetti. Si parte con la richiesta del numero di controlli di polizia effettuati negli appartamenti, delle operazioni interforze condotte, degli accessi ispettivi di natura edilizia, sanitaria e tributaria. E ancora i Dem chiedono alla giunta di rendere conto di eventuali convocazione o promozione di tavoli con Prefettura, forze dell’ordine e servizi sociali per pianificare la presa in carico di situazioni critiche.
La consigliera Conforti inoltre chiede copia integrale dei verbali di polizia dal 2019 ad oggi sul grattacielo, dei provvedimenti giudiziari eventualmente notificati al Comune, dei provvedimenti amministrativi adottati, della documentazione completa relativa al progetto di rigenerazione urbana finanziato per circa 2 milioni di euro e dei verbali delle assemblee condominiali e di ogni altro atto relativo all’edificio in possesso del Comune. Il Pd dunque non vuole lasciare nulla di intentato per cercare di capire come e perché si sia arrivati al punto di non ritorno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA