Ferrara, licenziata dalla Coop. Il tribunale: «Illegittimo»
La Filcams Cgil si era mobilitata a favore della lavoratrice raccogliendo 1.400 firme
Ferrara Oggi lavora in un altro supermercato cittadino, all’Md di viale Volano. Un nuovo inizio, un contratto a tempo indeterminato, uno stipendio certamente diverso dopo aver visto andare in fumo 25 anni di anzianità aziendale senza manco un reclamo. Sulla testa pendeva il macigno morale, psicologico, economico del licenziamento subito nel 2024 dalla Coop e da subito contestato.
Ieri il Tribunale del lavoro di Ferrara le ha dato ragione. Il licenziamento intimato da Coop Alleanza 3.0 a Floriana Fraboni era illegittimo per mancanza della giusta causa. E per questo Coop dovrà pagare a favore della lavoratrice il massimo risarcimento previsto dall’art. 18, comma quinto, dello Statuto dei lavoratori, oltre alla rifusione delle spese legali.
Una vittoria su tutta la linea da parte di Fraboni, assistita in giudizio dall’avvocata Stefania Guglielmi, e della Filcams Cgil, che da subito si era schierata al suo fianco, raccogliendo anche 1.400 firme a suo sostegno. «Sin dall’inizio della vicenda, abbiamo sostenuto con convinzione che il provvedimento espulsivo fosse sproporzionato rispetto all’evento contestato e non adeguatamente motivato – dice Maria Lisa Cavallini, segretaria generale della Filcams di Ferrara –. La decisione della giudice conferma la fondatezza delle ragioni espresse dalla lavoratrice e dal sindacato, riaffermando un principio essenziale: il licenziamento deve rappresentare l’extrema ratio e non può essere utilizzato in modo arbitrario o pretestuoso. A Floriana Fraboni va il nostro ringraziamento per aver avuto la forza e il coraggio di portare avanti questa causa. Si tratta di un risultato importante sul piano personale, ma anche dal punto di vista sindacale, in quanto riafferma che in ogni luogo di lavoro devono essere rispettate le norme e la dignità delle persone».
Fraboni lavorava nel reparto macelleria della Coop “Doro” ed era stata licenziata con l’accusa di aver aggredito il capo reparto lanciandogli addosso un pezzo di carne. La lavoratrice ha invece sempre negato di averlo voluto aggredire, spiegando che poco prima lei e la sua collega erano state riprese dallo stesso capo reparto perché stavano chiacchierando e che poco dopo lui le si era avvicinato dalle spalle, alzando la voce: in una reazione di sorpresa e spavento era allora partito un pezzetto di carne macinata con la quale la dipendente stava preparando delle polpette. La difesa di Fraboni e il sindacato hanno sempre contestato l’abnormità della sanzione adottata da Coop, il licenziamento in tronco, senza passare nemmeno per provvedimenti disciplinari meno gravi e impattanti. Le motivazioni della decisione verranno depositate nel termine di 60 giorni.
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