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La popolazione di Ferrara ringiovanisce con gli immigrati

La popolazione di Ferrara ringiovanisce con gli immigrati

L’analisi dell’esperto Franco Mosca sull’età media nel territorio estense, prospettive e impatto delle migrazioni

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Ferrara L’età media degli italiani è di 46,2 anni, quella mondiale è di 30,9 mentre in Africa siamo a 19,3. La popolazione ferrarese appesantisce il dato avendo una media di 49,3 anni, ma se gli italiani sono a quota 51, la media degli stranieri residenti è molto più bassa: 35,5 anni.
 

Da questi dati demografici di base parte l’analisi di Franco Mosca (già responsabile dell’Osservatorio per l’immigrazione della Provincia), su demografia e immigrazione.

L’analisi demografica 

Lo studio è stato presentato nei giorni scorsi alla biblioteca Ariostea nell’incontro intitolato “Contemporaneità e migrazioni: aspetti strutturali e demografici”, e, come ha ricordato Nicoletta Zucchini (Gruppo Scrittori ferraresi), va letto come un contributo a formare convinzioni basate più sui fatti oggettivi che sulle emozioni, spesso prevalenti su argomenti come questi. I numeri, appunto, sono inesorabili nel disegnare un futuro di spopolamento a livello nazionale e, ancor più, delle Aree Interne come quelle del Ferrarese, in particolare lungo la costa, con pesanti conseguenze in termini di scarsità di manodopera e vivibilità: l’unico argine a questa deriva sono per l’appunto gli immigrati.
 

I dati ferraresi

A livello nazionale gli stranieri sono l’8,91% della popolazione (si sale a 11,42% nel Ferrarese), il quinto dato nell’Unione Europea, che vede al vertice la Germania con il 14,9%; in gran parte risiedono al Nord, per motivi di lavoro. Dal pre-Covid è cambiata la composizione, in quanto la quota di europei è passata dal 50 al 45%, a causa soprattutto del calo dei polacchi, mentre crescono gli arrivi da Bangladesh e Pakistan, anche per motivi geopolitici.

Soltanto il 9% delle domande dei profughi viene accolta, ma i rimpatri sono stati appena settemila, mentre centinaia di migliaia di persone restano sul territorio nazionale, da clandestini. Queste persone hanno età media e propensione a fare figli molto superiore agli italiani, anche se negli ultimi anni la curva si sta appiattendo: attualmente il tasso di fecondità italiano è dell’1,18, in calo, con quello ferrarese attestato all’1,11, mentre per mantenere costante la popolazione bisognerebbe arrivare a 2,1 figli per donna fertile. E del resto il tasso di crescita naturale è stato nel 2024 di -4,8 in Italia e di -8,9 a Ferrara, con trend in peggioramento.
 

La provincia

La grande differenza di età tra italiani e stranieri può incidere sulle sorti dei territori. Basta vedere la mappa della provincia, che concentra le prospettive di crescita demografica all’Alto Ferrarese ma anche a Portomaggiore, dove ci sono gli stranieri più giovani della provincia (32,6 anni di età), mentre gli italiani sono al di sopra della media.

Proprio il caso portuense è stato richiamato in diversi interventi della platea durante l’incontro all’Ariostea: per Mosca le difficoltà di convivenza si scongiurano con azioni preventive, «si vedeva già anni fa dalle domande di ricongiungimento cosa sarebbe successo in quel comune: bisogna evitare le eccessive concentrazioni di stranieri della stessa nazionalità».

In ogni caso, la popolazione straniera si concentra nelle fasce d’età più produttive: in provincia di Ferrara il 24,66% del totale rientra in quella 31-40 anni, già oggi versano i contributi per le future pensioni di tutti. L’esigenza di avere più lavoratori stranieri si scontra con la necessità di migliorare gli strumenti di selezione e accesso al nostro mercato del lavoro: l’attuale decreto flussi, che prevede almeno un anno di contratto e l’abitazione, rischia solamente di regolarizzare i clandestini già presenti sul territorio, perché «nessun imprenditore chiama dall’estero per nome e cognome una persona che non conosce» ha osservato Mosca.

Come esempio di buone pratiche è stato citato quello messo in atto da Confindustria Veneto, che ha attivato un progetto per formare in Ghana 300 addetti sulla base delle esigenze delle imprese venete.  

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