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Europa e Sudamerica si incontrano a Ferrara: ecco l’Opificio del gusto

Matteo Ferrati
Europa e Sudamerica si incontrano a Ferrara: ecco l’Opificio del gusto

Il ristorante di via Ragno: «Pensiamo di offrire un’alternativa che mancava». La storia e l’impegno di due cugini messicani

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Ferrara Un nuovo ristorante ha aperto in centro storico a Ferrara, in via Ragno 15/A: si chiama “Opificio del gusto” e unisce innovazione e tradizione, cucina europea e gusto sudamericano. Il locale nasce al posto del precedente ristorante, “Osteria degli ulivi”.

Axel e Brandom hanno inaugurato il locale il 3 febbraio scorso. Sono due cugini di origine messicana, in Italia da oltre 20 anni. «Abbiamo fatto entrambi l’alberghiero all’Istituto Vergani di Ferrara – afferma Brandom, il caposala –. Già dal quinto anno siamo entrati nel mondo ristorativo, tra Ferrara e i Lidi. Io sono stato sei anni al ristorante Makorè e tre da Cucina Bacilieri. Axel, lo Chef, ha imparato la tradizione e la disciplina nei suoi quattro anni alla trattoria Da Noemi ed è stato con me per sei mesi da Makorè. Ha lavorato anche in una braceria a Occhiobello».

Parallelamente all’esperienza sul campo, Axel ha frequentato i corsi Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana di Gualtiero Marchesi, e si è specializzato in pasticceria; e Brandom il corso Ais (Associazione italiana sommelier) e Aibes.

Il nome di Opificio del gusto non vuole dare un’impronta prettamente sudamericana: «vogliamo unire tradizione e innovazione, gusti europei e sudamericani – prosegue Brandom –. Crediamo che a Ferrara non ci sia un format del genere e speriamo di proporre un’alternativa che mancava alla città».

Il menù si divide in quattro parti: nell’anta di sinistra sono presenti i percorsi di degustazione da 5 o 7 portate, che sono a fantasia dello Chef ( considerando le evidenze del cliente). La parte alla carta offre antipasti, primi e secondi: ogni portata propone un piatto vegetariano, due di carne e due di pesce. C’è anche una piccola sezione dedicata al territorio, con piatti della tradizione come cappellacci di zucca, salamina da sugo con purè, cipolla al forno con paté di fegatini di pollo. Chiudono il menù i dolci, «che sono un campo in cui ci fanno davvero tanti complimenti». Opificio del gusto viene incontro anche a persone celiache e intolleranti al lattosio, con prodotti – per quanto possibile – con farine particolari e latticini privi di lattosio.

La selezione dei vini offre etichette regionali, nazionali e internazionali, concentrandosi su cantine non troppo “sdoganate” e poco conosciute. «Nel mio piccolo cerco di impegnarmi per offrire qualcosa che si fa fatica a trovare in giro», dice il sommelier Brandom.

La sala è un open space: «abbiamo voluto rimodernare il locale – le parole dei proprietari –; i muri sono ora bianchi e più luminosi. Due investimenti importanti sono le sedie (comode poltroncine con poggia braccia) e dei centritavola in vetro di Murano, per dare un tocco di classe in più».

Lo staff è di quattro persone durante la settimana e sette nel fine settimana, con giovani con contratto a chiamata. I proprietari si dicono molto soddisfatti da queste prime settimane di apertura, con affluenza sopra le aspettative. «Siamo molto contenti anche del fatto che siano venuti a trovarci, complimentandosi, tanti colleghi ristoratori e amici: Noemi, Apelle, Quel fantastico giovedì e altri. È anche grazie a loro se siamo qui e se le persone vengono». I posti a sedere sono 30. Il locale è aperto a pranzo e cena. Chiuso tutto il giovedì e la domenica sera.

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