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L’episodio

Scazzottata all’autostazione di Cento: trovati e sanzionati gli autori

Scazzottata all’autostazione di Cento: trovati e sanzionati gli autori

La Polizia locale ha attivato il Protocollo comunale contro il bullismo. Genitori indirizzati a un percorso di aiuto per il recupero sociale dei figli

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Cento La Polizia locale di Cento ha individuato e provveduto a sanzionare (ai sensi dell’articolo 7bis del Regolamento di Polizia urbana - disciplina per il contenimento del fenomeno del bullismo) i minori protagonisti dell’episodio di percosse avvenuto all’autostazione di Cento alla ripresa delle scuole dopo le vacanze natalizie. La vicenda, che ebbe notevole risalto anche in virtù di un video fatto girare sui social, è stata presa in carico e gestita dalle istituzioni, come previsto dal Protocollo comunale contro il bullismo. Il Protocollo prevede infatti l’attivazione del tavolo di lavoro da parte del Centro per le famiglie a cui partecipano la Polizia locale, i servizi sociali comunali, i servizi educativi, l’Ausl e l’associazione del terzo settore Strade Aps.

La Polizia locale centese ha quindi provveduto alle indagini per risalire agli autori della violazione e contestare l’illecito. Al termine di queste indagini, sempre in base alla norma regolamentare citata e come previsto dal Protocollo, i genitori dei minorenni sono stati indirizzati al Centro per le famiglie per un percorso volontario di aiuto per il recupero sociale dei minori e, in conclusione, viene predisposto l’intervento di analisi da parte del terzo settore del contesto scolastico ed extrascolastico in cui si è venuto a creare l’episodio per eventuali interventi educativi.

“L’efficacia del tavolo di lavoro - spiegano dal comando della stessa Polizia locale - si concretizza nel ruolo di coordinamento dei vari servizi che ne fanno parte e non si esaurisce nell’azione repressiva ma acquisisce valore con il lavoro di prevenzione, nel quale la Polizia locale agisce, come previsto dalla normativa regionale, come polizia di comunità che identifica nel ruolo della Polizia locale quello di una polizia pro-attiva, prevalentemente orientata ad attività di carattere preventivo, di risoluzione dei problemi e di collaborazione con la propria comunità”.

Il caso

Era il 15 gennaio quando scrivemmo del video che circolava su Facebook testimoniando l’ennesimo episodio di violenza tra ragazzi. Una violenza che, dalle immagini, appariva tutt’altro che improvvisata: più che un regolamento di conti sembrava un appuntamento fissato per dare spettacolo, uno scontro di “fight club” messo in scena davanti a un pubblico ben preciso. La cornice era quella della stazione delle corriere di Cento, trasformata per qualche minuto in un ring improvvisato. Attorno ai due ragazzi che si affrontavano nel giro di pochi istanti si radunava una folla composta perlopiù da minorenni, quasi tutti giovanissimi. Nessuno intervenne, nessuno provò a separare i contendenti: tutti con il telefono in mano intenti a riprendere la scena, pronti a caricarla nelle storie di Instagram o a condividerla sui social. È proprio questo l’aspetto più drammatico dell’episodio: non tanto lo scontro in sé – che non portò ad avere feriti - quanto il contesto che lo circonda. L’assenza totale di tentativi di mediazione o di intervento, sostituiti da decine di smartphone puntati, racconta di una violenza cercata, preparata e consumata con l’obiettivo di essere vista, condivisa e commentata.

Dopo le difficoltà registrate nei mesi precedenti al Parco del Gigante (quando spuntò un coltello), amministrazione comunale e forze dell’ordine hanno mantenuto alta la vigilanza anche nella zona dell’autostazione. Da mesi è attiva una presenza discreta di Polizia locale e carabinieri, soprattutto negli orari di uscita degli studenti.