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Ferrara, curò il Covid senza fidarsi della medicina “ufficiale”: rischia 4 mesi

Daniele Oppo
Ferrara, curò il Covid senza fidarsi della medicina “ufficiale”: rischia 4 mesi

La Procura di Ferrara ha chiesto la condanna del medico Alberto Dallari, accusato di omissione di soccorso per la morte del paziente Mauro Gallerani

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Ferrara Quattro mesi di reclusione, con la concessione della sospensione condizionale della pena. È la richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero Alberto Savino a carico di Alberto Dallari, il medico di Reggio Emilia che aveva preso in cura “a distanza” Mauro Gallerani, 68enne convinto antivaccinista, obeso e con varie patologie, colpito dal Covid-19 nell’agosto del 2021, curato a domicilio da Dallari, poi ricoverato in condizioni gravissime il 3 settembre e morto il 7 ottobre all’ospedale Sant’Anna di Cona.
 

Dallari è imputato del reato di omissione di soccorso: per l’accusa non ha agito nella maniera corretta, non portando al ricovero per tempo del paziente, nonostante ve ne fossero tutti i presupposti fin dalla presa in carico. A carico di Dallari è stato attivato anche un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei medici di Reggio Emilia, che ha chiesto gli atti del processo.
 

Il pm, nella sua requisitoria, ha parlato di «anamnesi insufficiente» e di «inadeguatezza della cura a distanza». Dallari era un medico del gruppo Ippocrate.org che applicava il protocollo di cura chiamato appunto “Ippocrate”, che non ha mai ottenuto alcuna validazione scientifica: ivermectina, idrossiclorochina, cortisone, eparina (e poi vitamina D, lattoferrina e altro, antibiotici).
 

Ancora, per il pm, «Dallari non dispone il ricovero per ragioni di ostilità alla medicina tradizionale», tanto da pensare che «i vaccinati avrebbero sacrificato Gallerani alla loro causa» e, addirittura che i sanitari di Cona «lo hanno intubato per metterlo a tacere» e avrebbero fatto morire l’uomo perché «se si riprende, potrebbe difendermi». Si sarebbe spinto perfino ad augurare la morte dei vaccinati.

«Possiamo sostenere che Dallari non agisce per errore ma per delibera scelta di non fidarsi della medicina ufficiale. È in dolo, al limite dolo eventuale», ha aggiunto il pm che ha sottolineato varie contraddizioni nelle parole pronunciate dal medico nel corso del suo esame e anche rispetto alle conversazioni avute con un’amica della vittima, con la quale avrebbe concordato una versione da raccontare sul mancato ricovero (prima aveva detto che era un paziente da ricoverare ma che non era un soggetto che aveva paura, poi che non era da ricoverare, poi, appunto che il ricovero lo avrebbe portato alla morte), anche allo scopo di non coinvolgere il gruppo Ippocrate nella vicenda. «Contraddizioni evidenti», nelle parole di Dallari.

Gallerani venne ricoverato solo dopo che il suo medico di base venne finalmente coinvolto in maniera attiva. Prima provò a far intervenire l’Usca, che però nel pomeriggio, in quel periodo, non si era attivato, poi allertando direttamente il 118 la mattina seguente, dopo aver sentito il paziente e aver intuito la gravità della situazione. Ma era già troppo tardi.

La difesa, avvocata Linda Corrias, parlerà il 17 aprile.  

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