Ferrara, l’esperto: «I giovani sottovalutano i rischi delle nuove droghe»
L’allarme del professor Matteo Marti, direttore del laboratorio di Tossicologia forense e xenobiocinetica clinica dell’Università di Ferrara
Ferrara Siamo assediati dalle “nuove droghe”: ne nasce una ogni settimana. «I giovani sottostimano il rischio», è l’allarme del professor Matteo Marti, che è anche il titolo dell’incontro che si terrà lunedì alle 21 al cinema teatro San Benedetto, uno degli appuntamenti più interessanti organizzati dai Tè Letterari.
Il ricercatore ferrarese denuncerà che il mercato delle sostanze stupefacenti sta vivendo una metamorfosi senza precedenti, spostandosi dalle piazze di spaccio tradizionali ai laboratori chimici dove nascono le Nps (New psychoactive substances), molecole progettate per sfuggire ai controlli, potenziare gli effetti psicotropi e colpire la fascia più vulnerabile della popolazione: gli adolescenti.
Marti è direttore del laboratorio di Tossicologia forense e xenobiocinetica clinica dell’Università di Ferrara, consulente presso il dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri e presso la direzione centrale per i servizi antidroga, l’organismo interforze deputato alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope. Chiaro come monitori continuamente il problema.
«È un mercato inarrestabile: una nuova sostanza a settimana – ribadisce – con i numeri che descrivono un fenomeno di proporzioni vaste e globali. Dal 2008, infatti, più di 1.200 Nps sono state segnalate in tutto il mondo all’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine. In Europa, la European Union Drugs Agency ha monitorato circa mille sostanze nuove, con una nuova sostanza segnalata ogni settimana negli ultimi anni. E l’Italia purtroppo non è isolata, i sequestri sono in aumento e i dati Espad rivelano che uno studente su dieci ha ammesso di aver consumato Nps almeno una volta. Si stima che nel nostro Paese circa 480mila persone tra i 18 e gli 84 anni siano entrate in contatto con questi composti».
Nella sua relazione Marti affronterà anche il tema su l’identikit del pericolo derivato dall’uso di molecole molto differenti che ha diviso in 5-6 categorie: cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici, allucinogeni dissociativi e serotoninergici, fino alle nuove benzodiazepine.
A preoccupare medici ed esperti del mondo scientifico sono i danni molto gravi che le nuove droghe possono provocare a vari livelli. «Il primo è rappresentato dagli effetti acuti – continua Marti – che richiedono un intervento di emergenza rapido, ci sono poi quelli di tipo cardiovascolare, in cui i principali sistemi vitali devono essere recuperati; in quelli a lungo termine la persona torna a casa dall’ospedale, una volta finita la reazione immediata, ma le molecole sintetiche, nel tempo, provocano danni seri agli organi. Altro aspetto molto importante – prosegue il tossicologo – è quello legato al neurosviluppo: in età adolescenziale si formano le connessioni neuronali del cervello, processo che si completa dopo i 20 anni e che determina il carattere della persona, la capacità di interagire con g li altri, il vivere sotto stress, il ragionamento e l’apprendimento. Tutte funzioni che possono essere alterate dallo stile di vita e le droghe giocano un ruolo fondamentale nel modulare la neuroplasticità cerebrale, potendo generare delle vere e proprie patologie psichiatriche che stiamo studiando nei giovani o come il Parkinson e l’Alzheimer. Una conseguenza meno nota è quella di alterare principalmente la reattività sensorimotoria, ovvero ridurre la capacità di risposta rapida agli stimoli esterni derivanti da situazioni rapide ed improvvise».
Tra le minacce più insidiose da tenere sotto controllo spiccano i nuovi oppioidi sintetici, con in testa il Fentanil, che Marti affronterà. Queste sostanze, estremamente potenti anche a dosi infinitesimali, hanno infatti spinto il Governo a varare un importante piano nazionale di prevenzione, mantenere sotto stretto controllo la filiera legale del farmaco e potenziare i controlli per evitare che l’Italia affronti l’emergenza sanitaria già vista in Nord America anche se per ora non c’è allarme sanitario.
Marti infine avverte di non abbassare la guardia nemmeno sulle “vecchie” droghe.
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