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Gasolio ormai fuori controllo. A Ferrara si sfiorano i 2,30 euro

Francesco Dondi
Gasolio ormai fuori controllo. A Ferrara si sfiorano i 2,30 euro

Prezzi destinati a salire ancora per pura speculazione

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Ferrara Ancora non si è arrivati a superare la quota di 2,40 euro al litro toccata in altre città dell’Emilia Romagna ma quella soglia è ormai imminente anche a Ferrara vista l’impennata dei prezzi del gasolio registrati negli ultimi giorni. Già le scelte del Governo di gestire le accise con un aumento alla pompa blu a vantaggio della benzina verde avevano castigato coloro che viaggiavano a diesel, ma ora la situazione si fa complessa per la speculazione nata sull’onda della guerra in Iran. Basterebbe annotare come durante l’ultima crisi energetica - vissuta all’inizio dell’invasione russa in Ucraina - i prezzi per il rifornimento avevano toccato i 2,20 euro e poi era intervenuto il governo con un taglio delle accise per disinnescare una situazione economicamente drammatica.

Ecco, ora si sta prospettando una fotografia analoga con vari comparti costretti a fare i conti al centesimo. Il mondo agricolo ferrarese ha già lanciato un allarme in modo compatto; gli autotrasportatori sono gli altri seriamente svantaggiati senza poi voler pensare ai pendolari, costretti a pagare cifre finora non preventivate per andare al lavoro o a scuola. Non mancano le rivendicazioni della pesca: «Senza adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante le imbarcazioni saranno dunque costrette a pescare in perdita se non addirittura a restare in banchina con gravi ripercussioni sulla filiera e sull’occupazione per un settore che – ricorda a tutti Coldiretti Pesca – conta complessivamente 12mila imprese e 28mila lavoratori, con un vasto indotto collegato».

Si diceva della situazione di Ferrara e in soccorso viene l’Osservatorio istituito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy - sito web carburanti.mise.gov.it - proprio con l’obiettivo di tenere monitorati i prezzi nell’ottica della trasparenza davanti ai cittadini. Lì i gestori devono denunciare i prezzi che vengono applicati tra il servito e il self service. Ma prima di entrare nel dettaglio conviene fare un’altra premessa: i gestori non hanno alcuna responsabilità, il loro margine di guadagno rimane irrisorio rispetto al prezzo complessivo: 3 centesimi o poco più al litro. «Il rincaro è arrivato di notte - spiega Faib-Confesercenti sugli aumenti - le major del petrolio hanno comunicato un aumento immediato fino a 6 centesimi al litro, scaricandolo sui gestori senza preavviso. I benzinai hanno dovuto aggiornare i tabelloni per imposizione, ritrovandosi ancora una volta in prima linea ad assorbire la rabbia dei cittadini, senza avere alcuna responsabilità nella formazione dei prezzi. È un aumento ingiustificato, basato su semplici previsioni e ipotesi di mercato».

Si va però dai 2,319 per arrivare di poco sotto quota 2 euro per il diesel servito mentre soltanto in due distributori il gasolio ha già sfondato i 2 euro anche alla pompa fai-da-te, ma è soltanto questione di giorni, forse di ore per vedere anche gli altri aumentare qualche centesimo verso l’alto. Più conveniente è la benzina verde che si attesta tra i 2,089 euro se c’è l’addetto che rifornisce e si arriva a 1,649 all’Eni di via Marconi, che risulta essere il distributore più conveniente di tutta Ferrara. Qualche risparmio si può ottenere spostandosi in provincia e neppure le pompe bianche - ne è riprova l’Enercoop di via Caretti - riescono ad essere particolarmente concorrenziali. l

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