Gasolio sempre più caro: a Ferrara il servito sfiora i 2,40 euro
Cgia: «Essenziale rafforzare i poteri delle autorità di vigilanza»
Ferrara I prezzi di gasolio e benzina continuano a salire di settimana in settimana e il portafoglio dei ferraresi si alleggerisce sempre di più.
La quota di 2,40 euro al litro raggiunta in altre città della regione non si è ancora toccata a Ferrara, ma la soglia è vicinissima: il gasolio servito ha raggiunto ieri i 2,349 euro al litro. Questa situazione rischia di mettere sempre più in ginocchio il mondo agricolo e i pescatori, nonché autotrasportatori, taxisti, bus operator e tutti i pendolari che sono costretti a macinare chilometri ogni giorno.
In città I prezzi riportati in tabella sono prelevati dall’Osservatorio “Osservaprezzi carburanti” istituito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy – sito web carburanti.mise.gov.it – e permettono di fare un quadro chiaro nella nostra città.
L’Eni di via Marconi continua ad essere il distributore più conveniente di tutta Ferrara, con prezzi al self (sia per gasolio che per benzina) che non superano ancora gli 1,7 euro al litro. Per quanto riguarda il gasolio, tutte le stazioni superano decisamente i 2 euro per il servito, ad eccezione dell’Eni di via Marconi che si ferma a 1,874. In merito al gasolio self, basti pensare che una settimana fa erano solo due i distributori sopra ai 2 euro al litro in tutta Ferrara; oggi sono solo sei quelli inferiori (di pochissimo) a questa cifra. Cresce quasi ovunque anche la benzina, ma in maniera più contenuta.
Tuttavia, come sintetizzato anche dalla presidente di Figisc, Maria Letizia Zignani, non è colpa dei benzinai se il costo del carburante nei loro distributori aumenta: «I prezzi sono consigliati dalle compagnie; gli impianti sono delle compagnie (o dei privati): pensare che il prezzo alla pompa possa essere calmierato dal gestore, è una pia illusione».
Il mercato A quasi 20 giorni dall’avvio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida. Tra quelle monitorate dall’Ufficio studi della Cgia, solo i combustibili fossili hanno mostrato forti tensioni. Il prezzo del petrolio è salito del 45,8%, mentre il gas ha registrato una crescita pari al 62%. In entrambi i casi gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatesi dopo l’invasione russa all’Ucraina.
Al netto del caro carburante, Nomisma Energia stima che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro. E l’Ufficio studi della Cgia ha stimato che il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci delle 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro annui. Tra le città italiane, Ferrara si posiziona circa a metà (56esimo posto) nella classifica relativa all’aggravio della spesa per elettricità e gas. In città, su circa 160mila famiglie, l’aumento sarà di 57,2 milioni di euro.
Gli interventi Come limitare gli effetti (e la speculazione) causati dalla guerra in Iran? Secondo l’Ufficio studi Cgia, nel breve il Governo dovrebbe intervenire sulla componente fiscale: «Una riduzione temporanea e mirata delle accise sui carburanti o una modulazione dell’Iva sulle bollette energetiche donerebbe sollievo immediato a famiglie e imprese». E poi la regolazione del mercato: «È essenziale rafforzare i poteri delle autorità di vigilanza per monitorare le speculazioni lungo la filiera energetica e garantire più trasparenza nella formazione dei prezzi».
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