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Prof morì nel crollo del balcone a Ro: «Manutenzione carente»

Daniele Oppo
Prof morì nel crollo del balcone a Ro: «Manutenzione carente»

Depositata la consulenza tecnica sulle cause del cedimento della struttura, ipotizzati omicidio e lesioni colpose e violazioni del Codice dei beni culturali

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Ro Tre ipotesi di reato e la violazione di diverse norme del Codice dei beni culturali.È quanto emerge dalla consulenza tecnica dell’ingegnere Giuseppe Cardillo sul crollo del terrazzino di Villa Rivani Farolfi, a Ro, avvenuto nel dicembre 2024.
 

Il cedimento della struttura fece precipitare per circa quattro metri il 43enne Davide Benetti (insegnante che accompagnava la quinta elementare e la seconda media della scuola di Ro) e una guida turistica di 68 anni. Benetti, a seguito dei gravi politraumi riportati, è deceduto in ospedale per le successive complicazioni cliniche, configurando così l’evento mortale oggetto dell’indagine per omicidio colposo.
 

Secondo il consulente, che ha depositato la propria relazione la settimana scorsa, i tre proprietari della villa non avrebbero effettuato i controlli, gli interventi di consolidamento e la manutenzione necessari. Nonostante le buone condizioni generali dell’immobile, lo stato del terrazzo, definito «carente», mostrava segni evidenti di deterioramento già prima del crollo: presenza di muschi e licheni, e un punto di rottura su un lato della struttura che avrebbe dovuto far scattare verifiche sulla sua tenuta statica.
 

La manutenzione omessa è considerata ancor più grave perché l’edificio – identificato nelle ricerche storiche come “Villa Beicamina” – è un bene vincolato dal Ministero della Cultura.
 

L’accesso al balcone era stato consentito a un gruppo di persone senza aver prima accertato le condizioni dell’opera, motivo per cui il consulente ritiene ipotizzabili i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose.
 

Nella relazione emergono anche ulteriori violazioni legate allo status di bene culturale: danneggiamento di patrimonio culturale, uso incompatibile con lo stato di conservazione, omissione della prescritta conservazione e mancata prevenzione del degrado, obblighi previsti dal decreto legislativo 42/2004 a carico dei proprietari di immobili vincolati.
 

La sostituta procuratrice Sveva Insalata, titolare del fascicolo, potrà ora formalizzare le contestazioni agli indagati alla luce della consulenza tecnica.
 

Dalle analisi effettuate dal consulente risulta inoltre che il balcone non faceva parte dell’assetto originario della villa settecentesca. Sarebbe stato aggiunto nei primi anni del Novecento, sicuramente prima del 1919, anche se la data esatta non è stata individuata.
 

I tre proprietari sono difesi dall’avvocato Alessio Mascia. Le persone offese – la madre di Benetti e la guida turistica rimasta ferita – sono assistite rispettivamente dagli avvocati Simone Bianchi e Federico Battistini. 

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