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L’Università di Ferrara investe 20 milioni di euro sui laboratori. Via al 635° anno accademico

Matteo Ferrati
L’Università di Ferrara investe 20 milioni di euro sui laboratori. Via al 635° anno accademico

Si è tenuta al Teatro Nuovo l’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 di Unife. Il discorso della rettrice Ramaciotti ha toccato vari temi, dalle crisi globali in corso alle iniziative dell’Ateneo

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Ferrara Si è tenuta questa mattina l’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 dell’Università degli Studi di Ferrara, il 635º dalla fondazione dell’Ateneo estense. Cornice dell’evento è stato il Teatro Nuovo.

Il tradizionale ingresso del Corteo accademico con le toghe dei colori dei diversi Dipartimenti ha anticipato quello della magnifica rettrice. In piedi tutta la platea, tra studenti, accademici, goliardi, autorità civili e militari per accogliere e applaudire Laura Ramaciotti, la cui relazione di apertura è stata introdotta dall’Inno nazionale ed europeo del coro dell’Università di Ferrara, diretto da Francesco Pinamonti. «È per me un grande onore inaugurare il 635º anno accademico dell’Università di Ferrara – comincia Ramaciotti –. Quella che celebriamo oggi è, per sua natura, il momento più solenne della vita di un Ateneo. È l’occasione in cui una comunità di studio e di ricerca si ritrova per guardare alla propria storia, rinnovare il senso della propria missione e affidare a una riflessione condivisa il compito di interpretare il presente e costruire il futuro».

Il ruolo della Crui

Da alcuni mesi Laura Ramaciotti è anche presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. «In questi primi mesi ho avuto l’opportunità di intensificare il dialogo e l’ascolto con le molte realtà che compongono il sistema universitario del nostro Paese – prosegue la magnifica rettrice –. Assieme al ministro Anna Maria Bernini, lavoriamo da mesi a un pacchetto di riforme e iniziative orientate al rafforzamento del sistema universitario e della ricerca. In questo percorso condiviso rientrano strumenti strategici come il Fondo triennale per la ricerca e il Fondo di finanziamento ordinario».

Sul momento storico

Un commento anche sul ruolo che gli atenei sono chiamati a svolgere in un frangente storico estremamente complesso, tra guerre e innovazioni repentine: «Viviamo in tempi che sfuggono a letture semplici e mettono in discussione certezze ritenute acquisite. Tutto concorre a restituirci l’immagine di un mondo che incrina i nostri schemi di interpretazione, a una velocità tale da mettere a dura prova la nostra capacità di elaborarne di nuovi. Emerge quindi con forza ancora maggiore il bisogno di uno spazio in cui sia possibile decifrare il proprio tempo, e non soltanto di inseguirlo. Le università sono, da sempre, uno di questi luoghi: laboratori di conoscenza, patrimonio vivo del Paese, custodi e insieme generatrici di ricchezza culturale e scientifica, e insieme baluardi della società civile».

Le iniziative

La rettrice passa in rassegna alcune azioni di Unife, in un’ottica sempre più internazionale: «Per affrontare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dall’intensa trasformazione digitale, a gennaio abbiamo istituito un Centro strategico dedicato, riunendo le migliori competenze didattiche, scientifiche e tecniche presenti nel nostro Ateneo. Valorizzando le opportunità del digitale, dal prossimo anno accademico proporremo 5 corsi di laurea erogati in modalità prevalentemente a distanza».

Il progetto Crui Iupals ha respiro internazionale e nasce per offrire opportunità di studio a studentesse e studenti palestinesi provenienti da contesti di crisi: «Corridoi che auspichiamo possano essere presto riattivati, perché giovani brillanti non siano costretti a rinunciare alla propria formazione». Inoltre, Unife partecipa a Colours, che riunisce nove università europee e una comunità di circa 126mila studenti. «L’obiettivo è costruire vere e proprie università europee, integrando didattica, ricerca, mobilità e collaborazione con i territori entro un autentico spazio comune della conoscenza. Coerentemente con questa direzione, sono stati attivati 5 nuovi doppi titoli e altri 5 sono in fase di definizione, mentre si sta concludendo la progettazione anche di 3 titoli congiunti. Si stanno poi moltiplicando le opportunità di mobilità internazionale, anche di breve periodo».

Ricerca e finanze

Grande impegno e risorse sono dedicate anche alla ricerca: «È proprio la ricerca a fare dell’università il luogo in cui l’insegnamento si rinnova costantemente, si misura con l’avanzamento del sapere e si mantiene vivo, attuale, rigoroso. Particolarmente significativo è il risultato ottenuto nell’ambito del Fondo Italiano per la Scienza, con un finanziamento di 2 milioni di euro: l’unico assegnato in tutta Italia, in tale categoria, a un ricercatore dell’area matematica. Nel corso del mio rettorato, l’investimento complessivo per l’ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture di laboratorio ha raggiunto i 20 milioni di euro». La rettrice ha anche citato la 23ª edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione 2025, ospitata a dicembre in città. È la più importante business plan competition italiana legata al mondo della ricerca, nel corso della quale si sono sfidate le migliori e idee imprenditoriali nate dalla ricerca.

Le condizioni economico-finanziarie e patrimoniali sono equilibrate, «lo confermano i nostri indicatori: l’Isef si attesta a 1,55, a testimonianza di una tenuta gestionale che ci ha consentito in questi anni di programmare con responsabilità, rafforzare gli investimenti e guardare al futuro con fiducia. Con riferimento all’Ffo 2025, l’Università di Ferrara ha ricevuto oltre 130 milioni di euro, con una crescita del 4,7% rispetto al 2024 e del 61% rispetto al 2019».

Apertura e rigore

«Le università sono istituzioni culturali e motori di sviluppo sociale, economico e civile. Unife, nel solco della sua storia secolare, continua a interpretare questa responsabilità con apertura, rigore e piena consapevolezza del proprio ruolo pubblico. Il percorso accademico, il “fare l’università”, non equivale semplicemente al conseguimento di un titolo di studio. È il tempo in cui si costruisce, insieme, uno sguardo sul mondo. Evviva l’Università di Ferrara».

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