Ferrara, respinto il ricorso della lavoratrice: il Tribunale dà ragione al Teatro
La giudice del lavoro ha deciso sulla causa intentata da Morena Morelli
Ferrara Il Tribunale di Ferrara ha rigettato il ricorso presentato da Morena Morelli nei confronti della Fondazione Teatro Comunale. Sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 20 marzo scorso, la giudice del lavoro Alessandra De Curtis ha definitivamente respinto le pretese della lavoratrice stagionale, il cui contratto a tempo determinato non era stato rinnovato dalla Fondazione Teatro nel settembre 2024.
L’ex dipendente aveva proposto una vertenza individuale, chiedendo il reintegro e un risarcimento danni quantificato in 50mila euro, incentrando le proprie doglianze sul suo ruolo di sindacalista, adombrando discriminazioni nei suoi confronti, proprio in considerazione di questa sua veste. Discriminazioni che la Fondazione, nella comunicazione con cui da notizia dell’esito del procedimento, definisce «fantomatiche». La Fondazione era stata condannata per comportamento antisindacale, per violazione dell’obbligo di informativa in merito al piano occupazionale e alle sue variazioni, in parziale accoglimento del ricorso che era stato presentato dalla Slc Cgil, della quale Morelli era rappresentante. Nella vicenda personale, la giudice De Curtis ha invece respinto il ricorso, condannando la ricorrente alle spese.
Il direttore generale della Fondazione Teatro, Carlo Bergamasco, riserva ogni ulteriore valutazione al momento in cui saranno depositate le motivazioni della sentenza, ma fin d’ora dichiara: «Esprimo soddisfazione per l’esito della controversia, soprattutto tenendo conto che, a suo tempo, la Fondazione aveva accettato la proposta conciliativa del giudice, proposta che è stata invece respinta dalla lavoratrice. Certamente la decisione lascia intendere che, con ogni probabilità, il Tribunale ha riconosciuto che l’operato della Fondazione è stato ineccepibile. Una delle nostre priorità è sempre stata la tutela del nostro personale. Mi auguro che questa decisione metta la parola fine alle inutili polemiche che hanno caratterizzato questa vicenda».
Morelli, al pari della Cgil, era assistita dagli avvocati Alessandra Rossi e Bruno Laudi: «Prendiamo atto del dispositivo, si tratta di una questione particolarmente complessa – affermano i legali –. Ora attendiamo le motivazioni, riservandoci l’eventuale appello».
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