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Vasco a Ferrara, Stef Burns: «A San Siro capii la sua potenza»

Samuele Govoni
Vasco a Ferrara, Stef Burns: «A San Siro capii la sua potenza»

Dal 1995 il chitarrista statunitense è una presenza fissa sul palco del Komandante

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Ferrara «È cominciato tutto dopo l’uscita di “Hey Stoopid” di Alice Cooper, album in cui mi occupai di tutta la ritmica delle chitarre. Alcuni dell’entourage di Vasco sentirono il disco e mi contattarono per un provino...». Stef Burns è nato e cresciuto a Oakland, in California, ha iniziato a suonare da bambino e oggi è uno dei chitarristi più apprezzati e riconoscibili a livello internazionale. Da oltre trent’anni collabora con Vasco Rossi. I due si conobbero in studio nel 1993 e poi nel 1995 Burns iniziò ad affiancare il Blasco nei concerti. Tra i due è nata un’amicizia, un sodalizio che va al di là del rapporto professionale (Vasco nel 2011 celebrò anche le nozze tra lui e Maddalena Corvaglia). Oggi, a distanza di oltre trent’anni, Burns è a tutti gli effetti una colonna portante della band che accompagna Vasco dal vivo. Il chitarrista americano (celebre le presentazioni di Diego Spagnoli durante i concerti «From California, Usa, world, universe, infinity...») sul palco è una presenza fissa, oltre che una certezza. Le sue chitarre non mentono e non tradiscono mai.

La chitarra

«Penso di essere nato con la voglia di suonare. Già a tre anni - aveva raccontato Burns alla Nuova - giravo per casa con un ukulele e una parrucca in testa: volevo essere uno dei Beatles. Sono cresciuto con la musica che ascoltavano i miei genitori: Bob Dylan, Woody Guthrie, Miles Davis, B.B. King, Chuck Berry… poi a dodici anni ho partecipato a un campus per musicisti in California e lì ho iniziato davvero a suonare la chitarra».

Tornando a quel primo incontro il chitarrista ha ricordato: «Prima ho lavorato in studio con Guido Elmi e poi, diversi mesi dopo, sono volato in Italia per iniziare le prove del tour e lì ho conosciuto Vasco. Io all’epoca non conoscevo nessun artista italiano, a parte Pavarotti, e non sapevo bene cosa aspettarmi poi è cominciato il tour. Siamo partiti dallo stadio San Siro di Milano e lì ho capito che Vasco era una potenza. E anche il suo pubblico non era da meno».

Amore rock

Sul palco, Burns ci mette sempre qualcosa di suo: i suoi assoli sono tra i momenti più applauditi del concerto, restano impressi nella memoria dei fan e diventano un tratto distintivo degli show. Nel 2011 è stato anche protagonista del videoclip “Stammi vicino” e due anni dopo ha inciso le chitarre ne “La luna” di Patty Pravo (canzone scritta da Vasco e Curreri). Nonostante il sodalizio con la rockstar, Burns non ha rinunciato a portare avanti progetti personali paralleli. «Il rock è il genere che amo di più in assoluto ed è quello che voglio suonare», aveva detto alla Nuova. Lo scorso ottobre era stato anche a Ferrara con Diego Basso per un concerto dedicato ai Queen. Quando non è impegnato con Vasco porta avanti anche progetti con altre band, a volte composte anche da musicisti che hanno collaborato col Blasco come il bassista Claudio Golinelli detto Il Gallo e il batterista Will Hunt.