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Ferrara, violenza nei bagni del treno: condannato a otto anni e un mese

Daniele Oppo
Ferrara, violenza nei bagni del treno: condannato a otto anni e un mese

Durante un viaggio aveva costretto la compagna a un rapporto sessuale

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Ferrara Una lite violenta, nella quale lei ha riportato delle lesioni, anche se non gravi, ed è stata minacciata con un coltello. È stato l’ultimo atto di un rapporto sentimentale malsano e oppressivo, che nascondeva anche qualcosa di ancora più grave: una violenza sessuale avvenuta nei bagni di un treno regionale.

Un uomo di 24 anni è stato condannato nei giorni scorsi a otto anni e un mese di reclusione per violenza sessuale e minaccia nei confronti di quella che al tempo era la sua compagna.

Quella lite è stata il culmine e, alla fine, anche il punto in cui la ragazza ha trovato il modo di liberarsi. Dopo aver chiamato i carabinieri, ha raccontato loro non solo quanto accaduto in quello specifico episodio, ma anche ciò che era avvenuto nel corso di un rapporto in cui si era ritrovata ingabbiata, vittima di un uomo che la trattava come se fosse un oggetto di sua proprietà.

Così è avvenuto anche per il fatto più grave raccontato dalla ventenne ai militari prima, e al pubblico ministero e ai giudici poi: un rapporto sessuale forzato, impostole durante un viaggio in treno, dopo essere stata portata all’interno del bagno del convoglio. Il suo racconto è stato l’unica prova di un’accusa così grave, ma un racconto lineare e solido, ritenuto credibile dal pm Stefano Longhi e, in tutta evidenza, anche dal collegio giudicante. Convincente anche la spiegazione del ritardo nel denunciare. Una storia sentita tante volte: pensava che lui sarebbe potuto cambiare.

Mercoledì pomeriggio è arrivata la decisione: otto anni e un mese di reclusione per la violenza sessuale e per la minaccia con il coltello, quest’ultima unica imputazione rimasta legata alla lite in casa, dopo la remissione della querela da parte della ragazza per le lesioni subite. L’imputato non si è mai difeso rendendo interrogatorio né sottoponendosi all’esame nel corso del processo. 

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