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Niente messa in prova e processo da rifare per il broker di Ferrara

Daniele Oppo
Niente messa in prova e processo da rifare per il broker di Ferrara

Accolto il ricorso basato sulle incongruenze tra reddito e tenore di vita

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Ferrara La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza con cui, a dicembre, era stata concessa la messa alla prova a Luca Stradiotto. Il processo di primo grado nei confronti dell’ex broker assicurativo dell’agenzia Generali Baluardi di Ferrara dovrà dunque ripartire.

Stradiotto è accusato di truffa per aver fatto sottoscrivere a numerosi clienti, tramite un tablet, polizze mai richieste o diverse da quelle concordate, ottenendo un duplice vantaggio: profitti personali e premi legati ai risultati dell’agenzia. I clienti avrebbero subito danni fino a 40mila euro.

Il giudice Giuseppe Palasciano aveva sospeso il processo stabilendo che l’imputato dovesse versare 21mila euro di risarcimenti ed effettuare 288 ore di lavori di pubblica utilità, da valutare nel 2027. Un esito positivo gli avrebbe permesso di ottenere l’estinzione del reato. Una decisione presa nonostante i dubbi sulla reale capacità economica dell’ex broker e sulla congruità della proposta risarcitoria. I controlli affidati alla Guardia di finanza avevano infatti mostrato redditi molto bassi nel 2024 e nel 2025 – quest’ultimo anche sotto la soglia di povertà – e disponibilità bancarie ridotte.

Dalle verifiche era però emersa anche un’altra immagine: nel 2025 Stradiotto aveva acquistato una Porsche Cayenne del valore di 60mila euro, accendendo un finanziamento da 45mila senza dover fornire garanzie; possedeva inoltre una Porsche Macan comprata nel 2019 per circa 48mila euro, con rate ancora da pagare. Sui social mostrava un tenore di vita ben distante dai redditi dichiarati.

Su queste incongruenze l’avvocato Salvatore Mirabile, legale di una delle persone offese e parte civile, aveva chiesto al pubblico ministero Stefano Longhi di impugnare l’ordinanza, contestando la valutazione sulla capacità patrimoniale dell’imputato e quindi la stessa ammissione alla messa alla prova. Il pm aveva accolto l’istanza e l’8 aprile la Cassazione ha annullato il provvedimento, disponendo un nuovo giudizio davanti a un diverso magistrato.

«C’è grande soddisfazione – commenta l’avvocato Mirabile –. Abbiamo sempre detto che quel provvedimento era sbagliato. La speranza è che adesso chi di competenza, ovvero lo stesso Stradiotto e l’agenzia Generali, capiscano che è arrivato veramente il momento di risarcire».

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