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L’operazione

Arrestato pericoloso latitante: si nascondeva ai Lidi

Arrestato pericoloso latitante: si nascondeva ai Lidi

L’uomo è accusato di concorso in rapina aggravata dall’uso di armi da fuoco. Di origini serbe, avrebbe assaltato una gioielleria e portato avanti furti e rapine

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Lidi Un pericoloso latitanti è stato sorpreso in un appartamento dei Lidi e arrestato dai carabinieri. L’uomo è accusato di concorso in rapina aggravata dall’uso di armi da fuoco. Con lui un’altra persona, anche questa arrestata. A portare avanti l’operazione i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Comacchio e della stazione di Porto Garibaldi. Si tratta di due cittadini originari dell’est Europa con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio.

L’operazione è scaturita da una attivazione dell’Enfast (assetto che si occupa della mutua assistenza europea per la ricerca rapida di latitanti) del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia della Direzione centrale della Polizia criminale, proveniente dalle autorità slovene con l’obiettivo di ricercare un pericoloso latitante che avrebbe potuto trovare rifugio proprio nel litorale comacchiese.

L’operazione

Le rapide ricerche condotte dai militari dell’Arma hanno permesso in brevissimo tempo di individuare il covo in un appartamento dei Lidi. Il primo a finire in manette è stato un 51enne di origini serbe, latitante dal 2016 e destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria slovena per concorso in rapina aggravata dall’uso di armi da fuoco. L’uomo è ritenuto un esponente della nota rete criminale gangsteristica serba denominata “Pink Panthers”, attiva in tutta l’area balcanica e nel sud dell’Europa. Nel 2016, insieme ad altri complici, l’uomo avrebbe assaltato una gioielleria a Lubiana, fuggendo con 78 orologi di lusso per un bottino di quasi 450mila euro ed esplodendo colpi d’arma da fuoco per guadagnarsi la fuga.

Durante la perquisizione del covo, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un vero e proprio “kit da rapina” e attrezzatura per il travisamento: documenti falsi di identità, maschere integrali in silicone e guanti in silicone che riproducono l’incarnato degli avambracci (utilizzati per modificare le proprie sembianze e non lasciare impronte), numerosi smartphone e ricetrasmittenti, codificatori di chiavi per autovetture, arnesi da scasso, alcuni proiettili illegalmente detenuti, e targhe automobilistiche risultate rubate lo scorso febbraio nel ravennate. Alla luce di quanto ritrovato, il 51enne è stato arrestato anche per possesso di documenti falsi e denunciato alla Procura estense anche per ricettazione e detenzione abusiva di munizioni. L’uomo era ricercato anche in Italia per una condanna per furto aggravato, che gli è stato immediatamente notificato. All’interno della medesima abitazione, i militari hanno scovato un secondo soggetto, un 50enne connazionale del latitante trovato in possesso di una carta d’identità e di una patente di guida croate contraffatte. Anche per quest’ultimo è scattato l’arresto con l’accusa di possesso di documenti di identificazione falsi. Il 51enne è finito invece in carcere.