La Nuova Ferrara

Ferrara

L’episodio

Aggressione alle giostre di San Giorgio a Ferrara. Preso a calci e pugni da dieci ragazzini

Aggressione alle giostre di San Giorgio a Ferrara. Preso a calci e pugni da dieci ragazzini

L’episodio in via Verga, mentre altre ragazzine del gruppo restavano a guardare. «I negozianti si sono chiusi dentro e hanno chiamato il 112». Segnalati anche piccoli furti in zona luna park

4 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Una decina di ragazzini stranieri, accompagnati più o meno dallo stesso numero di ragazzine italiane, ha circondato e preso a pugni e calci un coetaneo sabato pomeriggio in via Verga, nei pressi del supermercato e delle giostre di San Giorgio. Un’aggressione violenta e del tutto gratuita, che ha creato momenti di ansia e paura tra passanti, famiglie a passeggio per il luna park e residenti. La banda potrebbe essere la stessa che poco dopo è salita sul bus numero 11 continuando a tenere un atteggiamento aggressivo, arrivando a minacciare anche l’autista.

Cos’è successo e la testimonianza

Il fatto è accaduto attorno alle 18. La banda ha circondato il ragazzo e sono volate prima parole pesanti, poi calci e pugni. Gli aggressori, tutti maschi, si erano messi praticamente in cerchio mentre le femmine sono rimaste ai margini, con nessuna che pensato di intervenire. È stato un signore a gridare basta, a dire che aveva chiamato i carabinieri e che stavano arrivando. A quel punto tutti si sono dileguati in pochissimi secondi, scappando verso le giostre e confondendosi così nella folla. Il ragazzino colpito non ha voluto aiuto. Al momento non risultano denunce, la speranza è che la famiglia della vittima si renda conto dell’accaduto e si rivolga alle forze dell’ordine.

«Non ho più voglia né intenzione di restare zitto – le parole di un residente che racconta cosa è successo –. Ero presente e non ero il solo ad assistere a quella terribile scena. C’era altra gente, compresi gli esercenti della zona. Mi sono guardato intorno, qualcuno stava chiamando il 112 ma sembravano tutti pietrificati, così ho iniziato a urlare». Le porte «si sono chiuse a chiave e c’è anche chi ha abbasso la saracinesca. Io capisco la paura, capisco la situazione ma di fronte a dei ragazzini noi adulti abbiamo il dovere di intervenire. Capisco anche che poi se i minorenni si fanno male i guai sono dietro l’angolo, ma l’indifferenza è il male maggiore».

Segnalazioni, furti e precedenti

La premessa è d’obbligo, nessuno vuole puntare il dito sul luna park, ma da sempre fiere di questo genere diventano terreno fertile per chi vuole creare disordini, come anche per i ladruncoli. Quanto successo sabato è molto grave, ma non sarebbe il primo episodio di violenza in questi giorni. Anche se non si è arrivati alle botte, o almeno non ci sono altre segnalazioni in questo senso, altri ragazzini e ragazzine sarebbero stati avvicinati e derubati di soldi, felpe e zaini, esattamente come è avvento negli anni passati quando era stata chiamata anche la sicurezza con i vigilantes attivi fino a notte. «Gli ultimi episodi di cronaca inducono a tacere – conclude il residente – ma invece è il momento di reagire, di chiedere subito aiuto e intanto provare a difendere le vittime».

Sempre sabato sera in via Verga, alle 20.15 una quarantina tra ragazze e ragazzi è salito sul bus numero 11 mostrando un marcato atteggiamento di strafottenza, musica ad alto volume e bevendo alcolici. Secondo il racconto di alcuni testimoni, durante la permanenza a bordo del mezzo il gruppo ha più volte aggredito verbalmente il conducente, il quale con molta professionalità e probabilmente per il timore di ritorsioni non ha reagito alle provocazioni. Per tre volte la corsa è stata fatta fermare affinché i giovani la smettessero, tuttavia non c’è stato nulla da fare. Anzi, uno di loro ha rivolto all’autista parole di inaudita gravità: «Se non riparti ti sparo in bocca».

«Ancora una volta siamo di fronte a un’aggressione nei confronti del personale impegnato nel delicato compito di guida di un mezzo del trasporto pubblico locale e in accordo con Tper sosteniamo le modifiche in parte già attuate al parco mezzi esistente per rendere più sicuro il posto di guida attraverso l’installazione di apposite paratie come previsto dal decreto Sicurezza», aveva detto Angelo Centonze, segretario del sindacato Faisa Cisal. Sugli autobus in servizio urbano ed extraurbano di Tper da tempo è presente un sistema di videosorveglianza interno ed esterno che potrebbe essere utile per risalire agli eventuali responsabili. Anche le attività in zona hanno le telecamere ma naturalmente è necessaria una denuncia formale per poter procedere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA