A Ferrara gli autotrasportatori dal prefetto. «In crisi per il caro carburante»
Le sigle aderenti ad Unatras: «Non possiamo continuare a lavorare in perdita». Condivisa la costituzione di un osservatorio che misuri gli impatti negativi
Ferrara Le associazioni di categoria di Confartigianato, Fai (Federazione autotrasportatori italiani) e Fita Cna, aderenti ad Unatras, ieri hanno incontrato il prefetto Massimo Marchesiello, trovando una istituzione attenta alle criticità che il settore dell’autotrasporto sta affrontando per l’ennesima volta.
È stata condivisa la costituzione di un osservatorio che misuri gli impatti negativi sul sistema delle imprese e sulle problematiche sociali che ne possono scaturire.
«Stiamo registrando aumenti elevatissimi del costo del carburante, che ad oggi rappresenta un valore molto più alto del 30% dei costi kilometrici delle spese sostenute dall’autotrasporto – dicono Massimo Munerati (presidente Fai Ferrara), Paolo Cirelli (segretario Confartigianato Ferrara) e Giorgio Poltronieri (presidente Cna Fita Ferrara) –. Il perdurare delle crisi internazionali che si susseguono negli ultimi anni sta creando aumento di costi che le aziende non riescono ad ammortizzare con la committenza. La riduzione delle accise sui carburanti penalizza chi ha investito in mezzi moderni ed ecologici come gli Euro 5 e gli Euro 6, mezzi che beneficiano di una riduzione trimestrale delle accise che però è stata riassorbita dal taglio delle accise. Anche il credito d’imposta previsto dal D.L. 33/2026 non va a coprire nemmeno due settimane dei maggior costi sostenuti dagli autotrasportatori, e comunque utilizzabile con tempi ancora non conosciuti».
Il taglio delle accise al distributore, proseguono le associazioni, «è stato assorbito quasi subito dall’aumento della materia prima ed ha creato speculazioni sulle tariffe di trasporto. Viene richiesto il rispetto dei costi minimi di esercizio e occorre anche che l’adeguamento automatico delle tariffe sulla base dell’andamento del prezzo del carburante sia reale e costante. Questo aspetto non può essere lasciato alla sola forza contrattuale tra vettori e committenti. Viene inoltre richiesto al Governo l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta di 100 milioni, ulteriori ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione, interventi a sostegno della liquidità delle imprese, attuazione provvedimenti normativi e immediata compensazione rimborsi accise. Un settore strategico e insostituibile per tutto il paese non può essere lasciato in balia delle speculazioni energetiche, il costo del carburante non deve essere un rischio di impresa per le aziende di trasporto. L’apertura della Ue prevista nel pacchetto Energia sulla flessibilità degli aiuti di Stato per coprire fino al 50% degli extracosti, seppure positivo, oggi è solo una proposta i cui tempi di attuazione non saranno certo brevi. Ad oggi gli autotrasportatori hanno registrato un aumento dei costi sui servizi offerti, da inizio marzo, di quasi un +14-15%, un aumento che avrebbe un’incidenza irrilevante sul valore della merce trasportata se questo maggior costo fosse riconosciuto per intero dalla committenza con l’adeguamento delle tariffe. Ciò nonostante, si registrano già aumenti di alcuni prodotti non giustificate dal costo del trasporto».
Intanto ieri pomeriggio a livello nazionale Unatras ha proclamato il blocco dell’autotrasporto, «una decisione sofferta ma inevitabile di fronte alla preoccupante e inspiegabile insensibilità da parte del Governo», ha affermato il presidente Paolo Uggè.
«Le imprese – chiudono le associazioni ferraresi – non possono continuare a lavorare in una situazione in cui il costo chilometrico riconosciuto non copre il costo di esercizio. Operare sottocosto comporta inevitabilmente una riduzione degli standard di sicurezza: manutenzione, investimenti e sicurezza possono essere compromessi, con rischi non solo per le imprese, ma per l’intera collettività. È a rischio l'intero sistema della logistica nazionale: le aziende rischiano la paralisi e con esse l'intero sistema di approvvigionamento di beni e materie prime di tutto il Paese».
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