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Comacchio, estorsione per debiti di gioco: «Condannatelo a 5 anni e mezzo»

Daniele Oppo
Comacchio, estorsione per debiti di gioco: «Condannatelo a 5 anni e mezzo»

Si avvicina alla conclusione il processo a carico di un 50enne

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Comacchio Secondo la difesa, dell’estorsione non c’è stata prova. Forse nella forma del tentativo, ma meglio riqualificare il reato nel meno grave esercizio arbitrario delle proprie ragioni e meglio ancora assolvere l’imputato da quella contestazione. Per la Procura invece c’è tutto: l’estorsione e poi quattordici di episodi di spaccio di cocaina, tanto da chiedere una condanna finale a cinque anni e mezzo di reclusione.

È prevista per il prossimo 29 aprile la sentenza della giudice Valentina Camurri nel processo a carico di Giuseppe Esposito, 50enne di Napoli, accusato di aver minacciato una donna – deceduta nel frattempo – affinché restituisse ogni centesimo dell’ingentissimo debito di gioco che aveva maturato con un altro uomo, un comacchiese che non riuscendo a riottenere il dovuto aveva “ceduto” all’imputato la riscossione.

Ieri spazio alla requisitoria del pubblico ministero Ciro Alberto Savino e all’arringa dell’avvocato Marco Faveri. I fatti sono tutti del 2019. Poco da discutere sugli episodi di spaccio – di fatto non contestati dalle difese che man mano si sono succedute nel procedimento – più grigia la questione dell’estorsione.

Da quanto emerso in sede d’indagine – frutto dell’operazione “Casinò” condotta dai carabinieri lagunari su un giro di gioco ed estorsioni – Esposito si sarebbe rivolto alla donna senza andare molto per il sottile. «Da oggi il debito lei ce l’ha con me – le avrebbe detto –. Io non metto la corda al collo a nessuno, però lei i soldi me li deve dare». A ciò avrebbe aggiunto pesantissime minacce: di farle del male, di ammazzarla, di mutilarla, di violentare lei e sua figlia.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna aveva maturato un debito di gioco enorme, circa 30mila euro. Dopo averne restituito una parte in piccole rate e con delle cambiali (una da oltre 7mila euro) sarebbe stata contattata da Espositoper informarla che il debito – lievitato a 60mila euro nel frattempo – lo aveva con lui e che aveva tutta l’intenzione di riscuoterlo. La donna fece un primo, parziale pagamento prima che i carabinieri mettessero fine a tutto. 

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