False vaccinazioni Covid a Ferrara: dottoressa allontanata dall’Ausl
Revocato l’incarico di medico di medicina generale a Chiara Compagno
Ferrara La dottoressa Chiara Compagno non lavora più come medico di base a Ferrara. Il 20 aprile, l’Azienda Usl ha formalizzato la sanzione disciplinare di revoca dall’incarico senza preavviso, provvedendo alla contestuale comunicazione ai pazienti.
Il provvedimento è stato adottato sulla base della contestazione di «una pluralità di condotte in violazione delle norme del Codice di comportamento e degli obblighi deontologici e convenzionali». Si tratta dell’atto conclusivo di un procedimento avviato a inizio 2026. L’Ausl ha identificato «infrazioni relative agli obblighi deontologici, legali e convenzionali di gravità tale da compromettere il rapporto di fiducia con l’Azienda e da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro».
Insieme alla collega Marcella Gennari, Compagno è una delle due dottoresse ferraresi coinvolte nell’indagine della Guardia di finanza sulle false vaccinazioni contro il Covid-19, all’epoca necessarie per ottenere il green pass. All’inizio di dicembre dello scorso anno il Tribunale aveva accolto la richiesta di patteggiamento a due anni di reclusione proposta dai suoi difensori – gli avvocati Carlo Taormina e Marco Linguerri – nonostante l’opposizione del pubblico ministero Ciro Alberto Savino. Tale richiesta era già stata avanzata e respinta nel corso dell’udienza preliminare, ma a dibattimento il collegio aveva deciso di poterla accogliere. Il pm, ritenendo che il Tribunale abbia sbagliato, aveva fatto ricorso per Cassazione, che la Corte ha riqualificato in un atto d’appello, per cui si è in attesa della fissazione dell’apposita udienza davanti alla Corte d’appello di Bologna.
Compagno era accusata di peculato per la distruzione delle fiale di vaccino, di un caso di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (per aver ricevuto 50 euro in cambio della mancata vaccinazione), falso (per le certificazioni green pass rilasciate nonostante la mancata vaccinazione) e truffa ai danni dell’Ausl per aver ricevuto i compensi che venivano riconosciuti ai medici di base per le vaccinazioni effettuate. Prima del patteggiamento, aveva risarcito l’Azienda Usl con 8mila euro, mentre il Tribunale le aveva ordinato di pagare 668 euro, che corrispondono a quanto corrisposto dall’azienda sanitaria alla dottoressa per effettuare le singole vaccinazioni che, in realtà, non erano state effettuate.
Dopo il patteggiamento, Compagno è stata anche sottoposta a procedimento disciplinare dall’Ordine dei medici: da quanto risulta vi è stata una sanzione, ma essendo pendente il ricorso la sua efficacia è sospesa e non viene annotata nell’Albo.
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