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Classe formata, poi soppressa a Ferrara: «Bambini trattati come pedine»

Stefania Andreotti
Classe formata, poi soppressa a Ferrara: «Bambini trattati come pedine»

Le famiglie accolte alla Bombonati e lo stop del Provveditorato

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Ferrara Una scuola dinamica, con soluzioni adatte alle diverse esigenze delle famiglie, una logistica conveniente, coinvolta in progetti stimolanti per i bambini e attenta all’ecologia, dalla raccolta differenziata, all’orto, ai fiori, alle piante aromatiche. In diverse famiglie, dopo aver partecipato a diversi open day e vagliato tutte le possibilità, avevano scelto per l’ingresso nel mondo della scuola dei loro bimbi il prossimo settembre la primaria “G. Bombonati” di via Boschetto 8, che afferisce all’istituto comprensivo numero 5 “Dante Alighieri”.

«Mia moglie ed io abbiamo scelto convintamente questa scuola per nostra figlia – ha spiegato il padre Stefano Pelizzola – perché per caratteristiche e opportunità incontrava perfettamente le nostre esigenze. Abbiamo scelto il modulo orario con due rientri pomeridiani, per avere la bambina a casa con noi gli altri giorni. Siamo dunque stati molto contenti quando la scuola con una comunicazione via pec ci ha annunciato che nostra figlia era stata presa, e la classe era stata composta con il numero massimo di iscritti, ovvero 15. A quel punto non abbiamo più ritenuto di procedere con le altre due scelte possibili, perché per noi andava benissimo così». Poi la doccia fredda.

«A inizio aprile ci ha chiamato la scuola, costernata, per annunciare che la classe era stata soppressa: siamo rimasti di stucco. Ci hanno convocato assieme a tutti gli altri genitori lo scorso lunedì per spiegarci che la decisione era avvenuta non per motivi economici o responsabilità imputabili alla scuola, ma per una decisione dell’Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna in merito alla carenza di organico. Non era mai successo».

A quel punto i genitori dei 15 alunni esclusi hanno ritenuto di inviare una pec alla direzione regionale dell’Usr «per esprimere delusione e disappunto derivanti da una decisione incomprensibile e che sta creando gravi disagi alle famiglie coinvolte».

Nella mail i genitori lamentano la comunicazione tardiva, a iscrizioni chiuse; l’indisponibilità delle scuole alternative, poiché le uniche rimaste sono soluzioni che rendono molto complessa la gestione organizzativa, considerando anche che alcuni hanno già figli iscritti alla Bombonati; di essere costretti a iscrivere i figli in classi sovraffollate e a tempo pieno, ipotesi che nessuno voleva. Vengono poi sollevate questioni sanitarie, poiché sono presenti casi di allergie per i quali i genitori avevano scelto il modulo specificamente per supportare il bambino nel percorso di autonomia alimentare. Ma l’aspetto certamente più impattante è quello della logistica famigliare, poiché molti genitori hanno pianificato l'iscrizione degli altri figli a nido, materna o medie in funzione dell'accettazione della domanda alla Bombonati, basandosi sulla vicinanza degli istituti.

«Infine – dicono – resta la sensazione che i bambini siano trattati come numeri o pedine da spostare a piacimento». Dall’Usr non è mai arrivata alcuna risposta a mail o richieste di incontro. La scuola si è resa disponibile a prendere fino a 5 alunni nel tempo pieno, ma gli altri dovranno cambiare istituto. Ai genitori si è detta dispiaciutissima, anche per aver investito tempo ed energie nelle giornate aperte e nella formazione delle classi, che avevano tutti i numeri per partire.

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