Ferrara, Copma denuncia le infiltrazioni mafiose: richieste le condanne
La cooperativa estense parte civile nel procedimento su camorra e appalti
Ferrara La Procura antimafia di Napoli ha chiesto 13 anni e 4 mesi per Michele Abbruzzese e 12 anni per Paolo Carolei, indicati come presunti componenti del clan D’Alessandro, nel filone sull’appalto delle pulizie dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, gestito dalla cooperativa ferrarese Copma, che aveva denunciato le pressioni.
Prosegue il giudizio abbreviato su uno dei capitoli della maxi inchiesta sui tentacoli della camorra negli appalti. Dopo le richieste della Procura, oggi, venerdì 24 aprile, toccherà alle difese e alle parti civili. Tra queste c’è Copma, assistita dagli avvocati Fabio Anselmo e Silvia Galeone: la coop lamenta un danno reputazionale e anche ricadute concrete dopo l’indagine, dal licenziamento di tre persone coinvolte alle richieste dell’ospedale di rivedere l’organizzazione dei lavoratori.
L’inchiesta aveva portato lo scorso novembre all’arresto di 11 persone, con altre sei indagate a piede libero, per accuse che vanno — a vario titolo — dall’associazione mafiosa all’estorsione (anche tentata) e allo spaccio, con l’aggravante della finalità camorristica.
Copma era subentrata nell’appalto e, in base alla clausola sociale, aveva mantenuto la precedente forza lavoro. Tra le dipendenti figuravano Filomena Cascone, moglie di Carolei, Petronilla Schettino, coniuge di Abbruzzese, e la responsabile del personale Giuseppina Schettino.
Dalle intercettazioni emerge come il clan si fosse inserito in una disputa interna tra le due Schettino: in un incontro con un sindacalista, i coniugi Abbruzzese-Schettino avrebbero parlato del presunto “ostacolare” Petronilla sulle ore di lavoro, nonostante l’autorizzazione aziendale. Abbruzzese, ritenuto dagli inquirenti esattore e cassiere del clan, riferiva anche di un faccia a faccia con Giovanni, fratello di Giuseppina, per dirgli che la sorella non era ben vista, che danneggiava il clan e che sarebbe stata inaffidabile perché intenzionata a presentare un esposto contro Pasquale D’Alessandro e Carolei: «Che ne sappiamo che non va dalle guardie?».
In un’intercettazione di pochi giorni dopo, il sindacalista torna a casa Abbruzzese-Schettino: Abbruzzese racconta di aver ricevuto un biglietto dal boss Carolei che lo rassicura sul suo interessamento e gli intima di non parlare più con nessuno della questione. Per la Dda, Carolei sarebbe stato coinvolto su sollecitazione dei fratelli Schettino.
Petronilla verrà giudicata separatamente, dopo aver chiesto di patteggiare con la riqualificazione del reato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
