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Grandi eventi sostenibili a Ferrara? «Possibile, ma serve l’aiuto di tutti»

Grandi eventi sostenibili a Ferrara?  «Possibile, ma serve l’aiuto di tutti»

L’analisi di Marina Kovari, Ambasciatrice del Patto europeo per il clima

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Ferrara Realizzare eventi anche di grande richiamo ma sostenibili per l’ambiente e la città che li ospita è possibile. «Ci riescono a Helsinki, con il Flow Festival, dove arrivano tutti in treno e si producono rifiuti zero, o a Madrid con il Capodanno. Certo serve uno sforzo comune e il coinvolgimento degli abitanti». A chiarire il concetto è Marina Kovari, Ambasciatrice del Patto europeo per il clima, mentre dietro di lei viene proiettata più volte l’immagine aerea del Parco urbano dopo il concerto di Springsteen del 2023, all’origine di un dibattito che peraltro coinvolge un po’tutte le realtà organizzatrici di eventi.

Esistono strumenti come la certificazione Iso 20121 che «se inseriti nei capitolati d’appalto di questi eventi, si traducono in comportamenti adeguati: inoltre possono essere gli stessi organizzatori di eventi a ottenere e applicare la certificazione. Eventuali violazioni di queste norme possono poi essere segnalate all’ente certificatore», ha sottolineato Kovari. Lei, operatrice di Slow food, e la collega Silvia Beccari, ferrarese trapiantata in Abruzzo per seguire un’azienda agricola biologica, hanno affrontato questi temi in occasione di un incontro pubblico organizzato dalla Scuola di musica moderna a Wunderkammer.

Gli Ambasciatori del Patto europeo per il clima sono 120 a livello nazionale, e vengono nominati dalla Commissione europea per promuovere su base volontaristica, anche con azioni concrete, gli obiettivi del Green deal. «Sono questioni che riguardano tutti, basti pensare alle madri Inuit in Groenlandia che non possono allattare i loro figli per non contaminarli, oppure ai residui di pesticidi che si trovano in persone residenti a grande distanza da campi coltivati», ha esemplificato Beccari.

La prima domanda da porsi è «questo evento devo proprio farlo? È proprio necessario impedire l’accesso a una piazza centrale come quella di Ferrara per settimane, a causa di concerti? Dovrebbero essere gli stessi artisti a porsi queste domande – ha incalzato Kovari –. E se un’area ha già ospitato un evento del genere, penso al Parco urbano, perché non usarla anche in seguito? Succederà tra l’altro per Vasco Rossi».

Uno dei temi principali della sostenibilità è infatti il riuso dei materiali e delle aree utilizzate per gli eventi, oltre ai costi per ripristini e smaltimenti; ci sono poi il bilancio energetico, la mobilità, i beni a chilometro zero e molti altri parametri. Il Comune di Ferrara, è il caso di ricordarlo, è stato il primo in Italia a ottenere la certificazione Iso 20121, nel 2015, per la gestione sostenibile degli eventi.

Beccari ha sollevato anche il tema delle gare del Palio in piazza Ariostea, «andrebbe fatta una valutazione dal momento che la piazza è stata da poco risistemata, mentre è a disposizione un ippodromo». Non è comunque facile far passare azioni sostenibili nelle amministrazioni pubbliche, «solo quest’anno abbiamo finalmente convinto la Regione Emilia–Romagna a riutilizzare degli stand invece di rottamarli», conclude Kovari.  

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