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Ferrara, il mercato del lunedì ci riprova: dall’11 maggio tutti all’Acquedotto

Andrea Mainardi
Ferrara, il mercato del lunedì ci riprova: dall’11 maggio tutti all’Acquedotto

Sul tavolo anche un altro spostamento in centro, ma la “selezione” divide

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Ferrara Dal mercato alle proteste sotto al municipio. Qui eravamo rimasti dopo il tanto discusso spostamento del mercato settimanale da piazza Travaglio a piazza XXIV Maggio, all’ombra dell’Acquedotto Monumentale, a causa degli improcrastinabili lavori legati al progetto Atuss.

La querelle è durata alcune settimane e nel frattempo sindacati, associazioni di categoria e Comune hanno lavorato sottotraccia per cercare una soluzione che potesse essere applicabile. Nel frattempo il mercato rimaneva solo un pallido ricordo dell’originale con una dozzina di banchi che popolavano l’Acquedotto. Questa “guerra di logoramento” alla fine ha visto i commercianti scegliere di tentare il tutto per tutto e posizionarsi in piazza XXIV Maggio.

Il sindacato Anva però evidenzia le lungaggini dell’ente: «Con stupore ci è stato comunicato che solo da lunedì 11 maggio potrà riprendere il mercato del lunedì. Già dai primi giorni di marzo aveva condiviso con l’amministrazione comunale l’assegnazione dei posteggi ma ne sono seguite lungaggini burocratiche».

Permangono poi le perplessità degli esercenti su spazi, servizi, logistica ed attrattività dell’area.

C’è poi anche una seconda partita che si intreccia in questa vicenda, come evidenzia Anva, ovvero quella di «individuare, come proposto dall’amministrazione comunale, entro il mese maggio un nuovo percorso che possa riportare il mercato in una zona di maggior pregio seguendo criteri di qualità, omogeneità e servizi alla clientela».

Infatti durante le interlocuzioni tra Comune, Confesercenti ed Anva erano state messe le basi per un progetto mercatale da far iniziare a giugno, per una prima fase di test, in pieno centro storico. L’idea era quella di posizionare una cinquantina di banchi da gestire a livello consortile tra corso Porta Reno e piazza Trento Trieste con due caratteristiche essenziali: uno scenario che vedesse gli ambulanti protagonisti della piazza con iniziative e sinergie anche con gli altri commercianti e, soprattutto, una selezione dei banchi dal punto di vista qualitativo.

Proprio quest’ultimo aspetto non convincerebbe i tecnici comunali, che al momento sono restii a dare il loro via libera all’accordo.

Si tratta, questa, della proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso per l’attuale vicepresidente provinciale di Anva, Pier Carlo Baglioni, che il 30 giugno lascerà l’incarico dopo 28 anni vissuti all’interno del sindacato. «Sono stati anni intensi – racconta Baglioni – ma arrivato a sessant’anni è il momento di lasciare. Inoltre queste ultime vicende legate ai mercati mi hanno fatto passare la voglia. Non mi va di stringere accordi, comunicarli agli esercenti per poi venire sbugiardato».

Resta tanta amarezza per questi ultimi mesi: «La collocazione dei banchi del lunedì, gli ultimi ritardi per l’avvio del mercato all’Acquedotto, il “no” al Kennedy a causa dei lavori di giugno i quali però ora non partiranno prima del 2027 e quest’ultimo progetto degli ambulanti nel centro storico in stallo hanno influito sicuramente sulla mia decisione».

Lapidario infine il presidente provinciale di Anva Giovanni Finotelli: «Ho sempre agito per difendere il piccolo commercio. Non ho scheletri nell’armadio e ho sempre giocato a carte scoperte, mi aspetto lo stesso dalle altre parti chiamate in causa».


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