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Ferrara, ingoia lamette per sfuggire al trasferimento in un Cpr e all’ospedale danneggia un ossigenatore

Daniele Oppo
Ferrara, ingoia lamette per sfuggire al trasferimento in un Cpr e all’ospedale danneggia un ossigenatore

Un uomo di 48 anni è stato arrestato e piantonato al Sant’Anna di Cona dopo i fatti in Questura

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Ferrara È stato arrestato per aver danneggiato un dispositivo medico all’ospedale Sant’Anna di Cona l’uomo che domenica mattina, mentre si trovava in Questura, si è ferito con delle lamette durante le procedure per il trasferimento in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr). Si tratta di un cittadino algerino di 48 anni, attualmente ricoverato proprio a Cona e piantonato dai carabinieri. Il ricovero è stato disposto per consentire gli accertamenti sanitari dopo che l’uomo ha riferito di aver ingerito alcune lamette: due, secondo quanto si apprende, le aveva in bocca al momento dell’intervento delle forze dell’ordine.

Cos’è successo

I fatti risalgono alla mattinata di domenica. Il 48enne era stato prelevato dal carcere da una pattuglia dei carabinieri di Lagosanto, incaricata dell’accompagnamento al Cpr di Milano. Prima del trasferimento, l’uomo è stato condotto in Questura per le pratiche di competenza dell’ufficio Immigrazione. È qui che il 48enne avrebbe preso in mano alcune lamette – non è al momento stato chiarito se le avesse già con sé dal carcere o se le abbia reperite successivamente – provocandosi tagli alle braccia, giudicati superficiali. Contestualmente ha dichiarato ai carabinieri e ai poliziotti presenti di aver ingerito delle lamette. Come previsto dai protocolli sanitari, è stato quindi disposto il trasferimento all’ospedale di Cona. Durante la permanenza nella struttura sanitaria, l’uomo ha colpito un ossigenatore, danneggiandolo. Per questo episodio è scattato l’arresto in flagranza per il reato di danneggiamento di beni esposti alla pubblica fede all’interno di una struttura sanitaria. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato rimesso in libertà. I medici hanno deciso di trattenerlo in osservazione con l’obiettivo di completare gli accertamenti. Di conseguenza, la procedura di accompagnamento al Cpr è al momento sospesa.

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