Incidente, denuncia e dimissioni: le reazioni dell’opposizione a Ferrara
Anselmo: «Chi si mette alla guida ubriaco è nelle condizioni di diventare un potenziale assassino»
Ferrara Le dinamiche dell’incidente che hanno coinvolto l’assessora Savini e il sindaco Fabbri hanno inevitabilmente generato reazioni a catena dal mondo politico di opposizione. Entrambi, infatti, sono rimasti illesi ma l’assessora era alla guida con un tasso alcolemico tre volte superiore al limite di legge. Come da prassi, per lei è scattato il ritiro immediato della patente, la confisca del veicolo ed una denuncia per guida in stato di ebbrezza.
Fabio Anselmo «Chi guida ubriaco si mette nelle condizioni di diventare un potenziale assassino. Se non si è ferito nessuno o non è morto nessuno è frutto soltanto di un miracolo. Il nostro sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, era su quell’auto. Io mi chiedo ora e gli chiedo: come ha fatto a non accorgersi che l’assessora si è messa alla guida della propria auto ubriaca? Come ha potuto permettere che ciò accadesse? Con quale faccia ora vi potrete esporre come rappresentanti istituzionali promotori della sicurezza per i nostri giovani che si mettono alla guida dopo feste e concerti?».
Pd «Prendiamo atto delle dimissioni dell’assessora Francesca Savini, arrivate solo dopo che la notizia è stata resa pubblica dai media locali e nazionali, a distanza di 5 giorni dall'accaduto. Siamo sollevati che il sindaco e l’assessora siano usciti illesi dall’incidente e che fortunatamente non siano rimaste coinvolte altre persone. Non ci interessa alimentare processi sommari né entrare nella vita privata delle persone, ma chi amministra ha il dovere di garantire responsabilità istituzionale, serietà e continuità».
Sergio Golinelli (Avs) «Il “senso di responsabilità” dell'assessora Francesca Savini ha prevalso ben 5 giorni dopo l'incidente che ha visto coinvolti lei e il Sindaco Fabbri. Nessuna riflessione e autocritica da un sindaco che ha consentito di guidare a una persona ubriaca e di farsi scorrazzare da lei?».
Anna Zonari (La Comune) «La prima cosa che ho pensato è stata che sono stati davvero molto fortunati. E me ne rallegro sinceramente, perché essere avversari politici non deve mai significare perdere il senso umano delle cose. Chi ricopre un ruolo pubblico, soprattutto in una città che porta avanti questi messaggi, inevitabilmente rappresenta anche un esempio agli occhi della comunità e delle generazioni più giovani. Non lo dico con spirito moralista, che non mi appartiene, né pensando che chi amministra una città debba essere “perfetto”. Gli errori fanno parte della vita umana ma quando riguardano figure istituzionali assumono inevitabilmente anche una rilevanza pubblica e politica, che non è giusto ignorare».
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