Ferrara, dopo Savini tocca al sindaco Fabbri. L’opposizione: «Sull’incidente troppi silenzi, dimissioni»
Minoranza all’attacco di Alan Fabbri. Chiesto un Consiglio comunale straordinario in cui il sindaco spieghi i punti oscuri dell’incidente costato la patente all’ex assessora, positiva all’alcoltest: «Notizia nascosta?»
Ferrara Non sono bastate le dimissioni volontarie dell’assessora che, dopo un incidente, è stata sorpresa al volante con tasso alcolemico tre volte sopra i limiti di legge. Perché sul sedile del passeggero di quell’auto, insieme a Francesca Savini, c’era il suo “superiore”, il sindaco di Ferrara, chi rappresenta «una figura istituzionale apicale dell’Ente e che avrebbe avuto il dovere politico, morale, civico di impedire che una persona in evidente, o comunque grave, stato di alterazione si mettesse alla guida». Per Fabio Anselmo – “da sempre” avvocato, ieri principale avversario politico alle elezioni, oggi consigliere comunale –, e la sua lista civica, Alan Fabbri dovrebbe «rassegnare le dimissioni». E se interrogazioni varie e question time sull’incidente del 4 maggio nel territorio di Sermide e Felonica vogliono per lo più far luce su modalità, conseguenze e informatività della vicenda – salita alle cronache soltanto cinque giorni dopo –, la mozione dell’ex sfidante del centrosinistra va dritta al punto, perché è «venuto meno il rapporto di fiducia politica e istituzionale necessario a rappresentare la città e a esercitare con credibilità le funzioni di sindaco».
Il Consiglio straordinario
Ma andiamo con ordine, perché occorre prima individuare una data per discutere del fatto. Secondo le opposizioni unite e compatte va affrontato celermente, così è stata depositata «la convocazione in via urgente del Consiglio comunale». Fabbri è tirato per la giacchetta in aula e a lui è richiesta «un’ informativa esaustiva circa le modalità e circostanze che hanno determinato la necessità per l’ex assessora di utilizzare l’auto in condizioni non idonee alla sicurezza personale e collettiva, i tempi e i modi con cui verranno riassegnate le deleghe politiche». Marzia Marchi (M5s) si gioca anche il question time e il contenuto è sostanzialmente il medesimo. Dal sindaco vuole «spiegazioni circa il proprio mancato intervento onde impedire la guida dell’auto in stato alterato da parte dell’assessora». Insomma, “se Fabbri era lì perché non ha fatto nulla?”: questo è il nodo; uno.
Notizia nascosta?
Perché Anna Zonari rilancia con un’interrogazione e ciò che lascia in dubbio la consigliera de La Comune sono i tempi: «Perché – chiede lei nell’atto firmato anche dalla lista Anselmo – la notizia dell’incidente è emersa pubblicamente solo diversi giorni dopo l’accaduto?». Qualcuno ci ha visto del marcio e allora Zonari chiede al sindaco «di chiarire se membri della Giunta, funzionari comunali, legali, collaboratori o soggetti riconducibili all’Amministrazione abbiano contattato, direttamente o indirettamente, il Comando intervenuto o altri soggetti istituzionali al fine di sollecitare o suggerire di non trasmettere note o comunicazioni alla stampa in merito all’accaduto». Infatti, «nessun organo di informazione, anche mantovano, ha riportato immediatamente la notizia». E qui si entra nel perimetro della «trasparenza istituzionale verso la cittadinanza: la gestione dell’informazione è stata forse coerente rispetto a quel principio?».
La censura politica
Veniamo alla mozione del gruppo Anselmo. La richiesta di dimissioni è accompagnata da una censura politica nei confronti del sindaco Alan Fabbri. È lunga la lista dei “capi di imputazione” riferiti alla condotta tenuta: «Mancata prevenzione del rischio; ritardo nella comunicazione pubblica della vicenda; mancata assunzione piena di responsabilità politica e istituzionale». Dicono i consigliere Anselmo, Fiorentini e Poli: «La vicenda avrebbe richiesto non solo la presa d’atto delle dimissioni dell’assessora Savini, ma anche una parola pubblica del sindaco capace di riconoscere la gravità del fatto. La responsabilità politica di Fabbri non coincide con quella penale o amministrativa della conducente, che sarà accertata nelle sedi competenti a seguito dei relativi accertamenti». Contestata dunque «l’assenza di scuse chiare e di un messaggio forte rivolto in particolare ai giovani contro la guida in stato di ebbrezza». E poi c’è «un grave danno alla credibilità del Comune di Ferrara e delle campagne istituzionali sulla sicurezza stradale», una proprio nei giorni successivi all’incidente. “Il Consiglio faccia un passo in più” è la sintesi e «si esprima sulla necessità di riparare al grave vulnus».
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