Picchiata dal marito a Tresignana: «Aiutatemi, mi riempie di botte»
Una donna di 50 anni ha richiesto l’intervento dei carabinieri. L’uomo, un 60enne, viene arrestato per maltrattamenti. Aveva già dei precedenti
Tresigallo «Aiutatemi, mi riempie di botte». Una relazione che ha portato anche a un matrimonio si è trasformato in un incubo per una donna di 50 anni, residente nel comune di Tresignana. Ieri i carabinieri dell’aliquota Radiomobile della Compagnia di Copparo, congiuntamente ai militari della locale stazione, hanno arrestato un 60enne del posto, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Tutto ha avuto inizio da una drammatica richiesta di soccorso giunta al 112: una donna di 50 anni ha avuto il coraggio di denunciare colui che da compagno di vita si era trasformato in un aguzzino. I militari, intervenuti tempestivamente nel l’abitazione dei due, hanno accertato che l’uomo, in evidente stato di alterazione dovuto all’assunzione di bevande alcoliche, al culmine dell’ennesima accesa discussione, era passato alle vie di fatto aggredendo fisicamente e verbalmente la moglie convivente, che presentava all’arrivo dei militari evidenti segni al volto e alle braccia. La vittima, immediatamente soccorsa dal personale sanitario, è stata trasportata al Pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Anna” di Cona per le cure del caso, venendo successivamente dimessa con una prognosi di 10 giorni per le lesioni riportate.
Violenze continue
Dai successivi approfondimenti è emerso che le violenze psicologiche e le umiliazioni andavano avanti da circa due mesi, in coincidenza con il periodo in cui la donna aveva cessato la propria attività lavorativa. Per il 60enne non era la prima vicenda giudiziaria in cui rimaneva coinvolto, infatti era attualmente sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali, a seguito di condanne per lesioni personali e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Pertanto l’uomo è stato dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate e trattenuto nel le camere di sicurezza del comando provinciale di Ferrara, in attesa dell’udienza di convalida. Nella mattinata di ieri il Tribunale di Ferrara ha poi convalidato l’arresto e disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con obbligo di firma sette giorni alla settimana alla stazione carabinieri competente per territorio, fino all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo (cosiddetto braccialetto elettronico). L’Arma dei carabinieri coglie l’occasione per rinnovare l’invito a tutte le vittime di violenza domestica o di genere a segnalare tempestivamente ogni forma di abuso, fisico o psicologico, rivolgendosi al numero di emergenza “112” o presso le stazioni.
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