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Ferrara, ambulanti in difficoltà: «All’Acquedotto in perdita»

Andrea Mainardi
Ferrara, ambulanti in difficoltà: «All’Acquedotto in perdita»

Mercato del lunedì, nostalgia di piazza Travaglio. La nuova location non funziona tra mancanza di parcheggi e frizioni con i residenti

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Ferrara Sono passati quattro lunedì dall’inizio della sperimentazione a ranghi completi del mercato del lunedì in zona Acquedotto. Se le prime settimane potevano lasciare intravedere qualche flebile speranza legata alla sostenibilità della location, passati i primi entusiasmi della novità gli operatori ambulanti devono iniziare a farsi i conti in tasca. E i risultati non sono quelli che tutti speravano. Le problematiche segnalate già da mesi da parte degli operatori ambulanti si sono rivelate concrete. Non basta la disponibilità del Comune ad apportare qualche miglioria e l’insindacabile bellezza della location a riempire le casse dei commercianti.

«Dopo il quarto lunedì di sperimentazione dell’Acquedotto, gli ambulanti cominciano a tirare le somme», racconta il presidente provinciale dell’associazione di categoria Anva, Giovanni Finotelli. «Come si supponeva fin dall’inizio gli incassi non ci sono. Al momento stiamo lavorando solo per la presenza dato che gli introiti non coprono le spese».

Troppe le criticità, le quali concorrono tutte assieme a non far raggiungere al mercato una clientela almeno paragonabile a quella di piazza Travaglio. «In primis – prosegue Finotelli – c’è una mancanza di parcheggi disponibili nelle vicinanze, unita all’inesistente tessuto commerciale limitrofo. Inoltre riceviamo le continue lamentele dei residenti, i quali praticamente ogni lunedì mattina ci rinfacciano che il mercato non dovrebbe essere lì a “creare disagio a noi residenti”».

Dopo le prime settimane sono stati apportati alcuni correttivi alla posizione dei banchi per renderlo più vivibile e meno dispersivo: «La zona è bella, bellissima e ringrazio l’amministrazione per essersi attivata immediatamente nell’adottare le dovute migliorie e modifiche rispetto alla collocazione iniziale degli stalli per cercare di limitare al minimo i disagi agli operatori ed alla viabilità».

Il mercato di piazza Travaglio vedeva molta della sua clientela arrivare da fuori città: «L’80% dei nostri clienti che si trovano in città della provincia hanno rinunciato a venire al mercato proprio per la mancanza di parcheggi disponibili. C’è anche il tema dei clienti residenti in città. Anche per quanto riguarda loro abbiamo registrato un calo del 50%».

Finotelli conclude amaro: «Personalmente tutto ciò dispiace vista, ribadisco, la bellezza della location tra piazza XXIV maggio e via Vittorio Veneto. Ma noi siamo come aziende e alla fine abbiamo la necessità di incassare per non chiudere i battenti».

Un punto di vista non isolato questo, ma un coro fatto di tanti operatori mercatali sempre più in difficoltà nel far quadrare i conti. In molti chiedono lumi anche per quanto riguarda l’alternativa prospettata dal Comune stesso ovvero un mercato più “selezionato” e gestito in maniera consortile il quale avrebbe preso vita, anche il lunedì, in pieno centro storico.

Sul tema però non ci sono novità e al momento l’ipotesi che questa sperimentazione prosegua fino all’inizio del 2027 si fa sempre più concreta.

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