La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Ex dirigenti espulsi, Rivellino chiuso. A Ferrara la resa dei conti agli Amici dell’Arte

Ex dirigenti espulsi, Rivellino chiuso. A Ferrara la resa dei conti agli Amici dell’Arte

Il presidente del Club: «Decisione senza precedenti, ma ora ripartiamo»

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Terremoto al Club Amici dell’Arte: due ex dirigenti espulsi dopo mesi di aspre polemiche, e la chiusura della galleria “Il Rivellino” su cui è in corso una disputa sull’utilizzo del nome.

È il presidente Marco Nava a ripercorrere gli eventi che hanno portato l’assemblea dei soci, riunita in seduta straordinaria nella nuova sede dell’Accademia San Nicolò, a prendere «una decisione senza precedenti in oltre 51 anni di storia» del sodalizio. L’espulsione dell’ex presidente Gianluca Amaroli e dell’ex vicepresidente Cinzia Reggiani, spiega Nava, è arrivata «per una serie di comportamenti e irregolarità giudicati particolarmente gravi. Secondo quanto emerso durante l’assemblea, la misura si è resa necessaria per tutelare il Club dopo una gestione segnata da problemi organizzativi, amministrativi e statutari». A cominciare dalle cariche ricoperte dai due ex dirigenti: «Amaroli non era mai stato eletto presidente e Reggiani non era mai stata eletta vicepresidente. Entrambi facevano parte del Consiglio Direttivo e avevano assunto quei ruoli dopo le dimissioni del precedente presidente Ganzaroli. Tuttavia, per loro scelta non si è mai proceduto alla ratifica prevista dallo Statuto né alla convocazione di nuove elezioni, lasciando di fatto le cariche senza una legittimazione formale».

Una situazione definita «antidemocratica» dall’assemblea «dalla quale si è usciti soltanto grazie alla coesione di un gruppo di soci e di due membri del precedente Consiglio Direttivo che, insieme, hanno attivato gli strumenti previsti dallo Statuto e richiesto con forza il ripristino delle regole democratiche, portando alla convocazione di nuove elezioni e al rispetto della normativa interna dell’Associazione».

Altri punti critici, «una gestione caratterizzata da scarsa trasparenza amministrativa, difficoltà nella gestione dei documenti e un debito significativo lasciato alla nuova dirigenza». Il tutto reso più gravoso da una dura «campagna pubblica sui social e su altri canali» da parte degli ex dirigenti.

Poi c’è la questione legata al nome storico “Il Rivellino” che «i due ex dirigenti avrebbero continuato a utilizzare per mostre e iniziative private nonostante diffide formali inviate dal Club». Su questo punto lo stesso Club tiene a chiarire che «la cosiddetta “Galleria Il Rivellino” è chiusa. Lo spazio espositivo attualmente attivo non è in alcun modo riconducibile al Club Amici dell’Arte, trattandosi di una realtà privata e commerciale completamente autonoma e priva di qualsiasi legame istituzionale con l’Associazione».

Che, invece, prevede la ripartenza delle attività da settembre all’Accademia San Nicolò (nell’omonima piazzetta) con corsi di pittura a olio e acquerello, il ritorno del laboratorio di scultura, serate a tema artistico, incontri culturali e altro, compresa l’organizzazione di mostre ed eventi espositivi nella nuova sede «che porterà legittimamente il nome “Il Rivellino”», conclude Nava.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google