La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Copparo, minaccia di farsi esplodere nel condominio: abitanti terrorizzati

Alessandra Mura

	Carabinieri e 118 intervenuti dopo l'episodio (foto archivio)
Carabinieri e 118 intervenuti dopo l'episodio (foto archivio)

La crisi dopo una lite familiare in un contesto di fragilità

3 MINUTI DI LETTURA





Copparo I condòmini di una palazzina Acer di Copparo stanno vivendo giorni di fortissima ansia e preoccupazione. A riferirlo è Si.Alsi (Si Alleanza Libera Sindacati Intercategoriali) a cui i residenti si sono rivolti dopo un episodio che li ha profondamente scossi, togliendo loro la tranquillità. Di recente nel condominio si è trasferita una famiglia composta da due persone, entrambe con problemi di salute e fragilità al punto che una delle due, una donna, vive respirando ossigeno collegato a due bombole di grossa dimensione. I rapporti familiari però risultano essere piuttosto tesi, con liti che hanno già reso necessario in due occasioni far intervenire 118 e forze dell’ordine per riportare la calma.

La situazione è degenerata nella tarda serata del 25 maggio, quando i toni particolarmente accesi di un nuovo litigio hanno indotto il vicinato a chiamare i carabinieri, arrivati rapidamente sul posto. A quel punto la donna, dato anche uno stato di sofferenza psicologica, si era barricata nella camera da letto minacciando di liberare l’ossigeno e incendiarlo, gettando nel terrore le altre 23 famiglie che abitano la palazzina, che sono state fatte sgomberare. Da quel momento, sottolinea Si.Alsi, quelle persone non hanno più pace e temono per la propria incolumità. Perché, spiega il segretario nazionale Engel Piazzi, «nonostante quanto successo, le autorità sanitarie intervenute hanno ritenuto la signora che aveva minacciato di farsi esplodere all’interno del condominio in grado di intendere e volere, per cui non è stato possibile allontanarla dalla propria abitazione nemmeno per le forze dell’ordine». Due giorni dopo, sottolinea ancora Si.Alsi, i condomini avevano ricevuto una comunicazione da Acer che rassicurava il massimo impegno per ripristinare la serenità nel caseggiato annunciando a breve un incontro per informarli sui percorsi intrapresi.

Ma da allora, protestano, non hanno avuto aggiornamenti, e vivono nell’ansia che l’emergenza possa ripetersi. La speranza, dicono, è arrivare al trasferimento della signora «in una struttura idonea a garantire la sua sicurezza» e quella della comunità.

In realtà, fanno sapere dal Comune di Copparo, il caso non è stato affatto sottovalutato e tutti i soggetti coinvolti (Comune, Acer, Ausl e Servizi sociali) sono al lavoro per affrontare la questione - che è anche un delicato problema di fragilità personale -, pur non rendendo necessario - secondo la valutazione medica - un trattamento sanitario obbligatorio e quindi un ricovero coatto. L’Ausl da parte sua ha avviato i contatti con tutti i professionisti competenti per il caso specifico allo scopo di convocare al più presto un tavolo complesso con tutte i soggetti coinvolti, e definire quali misure proporre alla famiglia a tutela propria e della comunità che abita la palazzina. E che da allora vive nell’incubo di un’esplosione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google