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La fiamma tricolore arde a Bondeno. Il sindaco Simone Saletti entra in Fratelli d’Italia

Francesco Gazzuola
La fiamma tricolore arde a Bondeno. Il sindaco Simone Saletti entra in Fratelli d’Italia

Dopo la rielezione e la nomina della nuova squadra di governo, arriva l’annuncio direttamente dal senatore meloniano Alberto Balboni

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Bondeno Giunta insediata, primo Consiglio comunale sbrigato e ieri sera ha preso ufficialmente il via il Saletti-bis. Il sindaco uscente è stato riconfermato alle elezioni comunali, subito al primo turno, lasciando spazio a pochissime sorprese. Quelle le ha tenute al caldo il senatore Alberto Balboni, che questa mattina ha voluto augurare il suo personalissimo “ben svegliata” alla città matildea. E allora buongiorno Bondeno, con «l’adesione del sindaco Simone Saletti a Fratelli d’Italia».

Un orgoglio per il parlamentare meloniano, che mette un’altra bandierina con la fiamma tricolore nella provincia di Ferrara ed esce dalle amministrative di maggio/giugno con un due su due – anche il neoeletto Samuele Bellotti a Comacchio è un suo uomo. Parliamo ancora di Saletti: «La scelta di entrare in Fratelli d’Italia proprio in occasione dell’inizio del secondo mandato – scrive Balboni – testimonia la maturazione di una maggior consapevolezza politica nel senso del rafforzamento del bipolarismo e della democrazia d’alternanza, che è l’unica vera forza di democrazia compiuta».

Un risveglio meno felice per i “cugini” della Lega, che hanno sempre considerato Saletti uno di loro e che perdono una pedina delle forze già ridotte a rappresentare il Carroccio ai vertici dei comuni: resistono Pagnoni a Copparo, Fabbri a Ferrara e Lodi a Terre del Reno. Nonostante la presenza fissa nelle squadre di governo e nelle amministrazioni del territorio, chiaro. Intanto il senatore mette i puntini sulle “i”: «Simone proviene da un percorso esclusivamente civico, ma sempre radicato nel centrodestra». Tessera o non tessera, è lui che ha raccolto l’eredità di Alan Fabbri e Fabio Bergamini a Bondeno, la vera roccaforte leghista della provincia di Ferrara… che adesso issa un nuovo drappo.

Ed è un gran bene per i Fratelli – a Bondeno rappresentati in amministrazione anche da Luca Pancaldi, neopresidente del Consiglio comunale e dall’assessore Stefano Grechi – che allacciano un filo diretto con i meloniani su ogni piano: «Attraverso Fratelli d'Italia, il sindaco e l'amministrazione di Bondeno potranno ottenere maggior ascolto e sostegno da ogni livello istituzionale – afferma Balboni –. Sia in Provincia, dove FdI vanta il vicepresidente Alessandro Guaraldi; sia in Regione con ben 11 consiglieri; sia in Parlamento, dove ha il gruppo più numeroso; e soprattutto al Governo nazionale, con cui Bondeno ha bisogno di interlocuzione continua per realizzare ed implementare i progetti ambiziosi per il rilancio dell'economia, come noto già in via di attuazione. Con Fratelli d’Italia più forte, anche Bondeno sarà più ascoltata e quindi sarà ancora più forte».

Chi non l’ha presa proprio bene è Tommaso Corradi, segretario del Pd matildeo. Per lui l’adesione di Saletti a FdI è solo una «decisione ridicola per tentare di salvare gli equilibri della destra a Bondeno». E inizia a togliersi più di un sassolino: «Per settimane hanno attaccato il progetto di Scelgo Bondeno, attaccando il Partito democratico perché avrebbe tentato di “fregare l’elettorato”, semplicemente per non aver messo il simbolo sulla scheda. Ora, passata la sbornia elettorale, il sindaco si trova costretto ad obbedire ai diktat di Alan Fabbri, che gli ordina chi nominare in giunta. Dato che le scelte di Fabbri hanno tagliato fuori Pancaldi (capo di FdI), Saletti ha dovuto sottostare all’altro diktat ferrarese, quello di Balboni, che ha quindi preteso di avere un sindaco del suo partito». Corradi la riassume così: «A Bondeno non è andata in scena la formazione di una giunta, bensì la spartizione di un bottino. C’è un commissariamento politico, mentre dei bondenesi e dei loro problemi non si è parlato un solo minuto». 

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