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Acquacoltura e venericoltura: la Regione in aiuto ai pescatori di Goro e Comacchio

Acquacoltura e venericoltura: la Regione in aiuto ai pescatori di Goro e Comacchio

Calvano (Pd): «I canoni delle acque interne equiparati a quelli marittimi»

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Goro e Comacchio «La Regione ha approvato una misura triennale per il periodo 2026-2028 finalizzata al sostegno dell’acquacoltura e della venericoltura, comparti strategici del territorio attualmente in forte sofferenza economica. L’intervento legislativo mira a sanare una significativa disparità tariffaria, che vede gli operatori attivi nelle acque interne gravati da canoni di concessione fino a dieci volte superiori rispetto a quelli previsti per il demanio marittimo». Ad annunciarlo il capogruppo Pd in Regione Paolo Calvano.

Al fine di compensare tale maggiore onere finanziario, la Regione ha disposto in pratica lo stanziamento di contributi straordinari diretti ai pescatori, in attesa di giungere alla norma per la piena equiparazione dei canoni idrici a quelli marittimi. Il provvedimento consolida la strategia regionale di contrasto all’emergenza ecologica ed economica causata dalla diffusione del granchio blu, la cui presenza invasiva continua a compromettere i livelli produttivi della raccolta delle vongole e i ricavi delle aziende locali.

La misura garantisce continuità al taglio dei costi fissi di produzione attraverso l’erogazione di contributi fino a un massimo di 20.000,00 euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, offrendo così una stabilità finanziaria necessaria alla pianificazione industriale del settore. «Come avevamo fatto nel 2024 per dare una prima risposta immediata all’impatto devastante del granchio blu, anche nel 2026 e per i prossimi tre anni abbiamo voluto raddoppiare gli sforzi», commenta Paolo Calvano. «Questa misura garantisce un’equiparazione dei canoni a sostegno delle nostre imprese di venericoltura, offrendo stabilità finanziaria a un settore che rappresenta la storia e la forza economica del nostro territorio e che non possiamo permetterci di lasciare solo di fronte a questa calamità». «Inoltre – aggiunge Calvano –, l’obiettivo è di rendere strutturale l’equiparazione dei due canoni, per superare la disparità tariffaria dei canoni delle acque interne e i canoni del demanio marittimo».

Nello specifico, i canoni demaniali marittimi per il 2026 sono stati definiti con una riduzione dello 0,65% rispetto agli importi originari, stabilita dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per le sole concessioni turistico-ricreative, a questo valore si applica l’aumento del 10%.

In Emilia-Romagna, le concessioni per la venericoltura e la mitilicoltura (prevalentemente concentrate nella Sacca di Goro) sono gestite dalla Regione tramite il Settore attività faunistico-venatorie, pesca e acquacoltura. L'occupazione degli specchi acquei richiede il rilascio di concessioni demaniali marittime o di aree del demanio idrico. L'uso dei beni demaniali per l'acquacoltura è soggetto al pagamento di un canone annuo. La misura e l'aggiornamento dei canoni seguono le tabelle regionali stabilite dalla normativa di settore. Negli ultimi anni la Regione ha attivato bandi di ristoro e fondi a fondo perduto per le imprese colpite da emergenze ambientali, come nel caso della diffusione invasiva del granchio blu. 

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