Ferrara, più cause contro Ausl e Sant’Anna, giù le aggressioni ai sanitari
I dati delle relazioni annuali sulla sicurezza delle cure nelle aziende sanitarie ferraresi
Ferrara Crescono i sinistri registrati, calano le aggressioni agli operatori sanitari. È quanto emerge dalle relazioni annuali sulla sicurezza delle cure – previste dalla Legge Gelli del 2017 – approvate nei giorni scorsi dalle aziende sanitarie ferraresi e predisposte dalla risk manager Rosa Maria Gaudio.
Contenzioso
Sul fronte del contenzioso legale, i nuovi sinistri aperti nel 2025 sono stati 85 in totale a livello provinciale, contro i 71 del 2024: un aumento del 19,7%. Il balzo più marcato si registra all’Azienda ospedaliero-universitaria, dove si è passati da 34 a 46 richieste di risarcimento, con una crescita del 35,3%. Va ricordato che l’ospedale di Cona è l’ospedale hub della provincia. All’Ausl (che gestisce gli ospedali e le altre strutture sanitarie pubbliche della provincia) l’incremento è più contenuto: da 37 a 39 casi.
Analizzando le cause, la voce più pesante in entrambe le aziende è la gestione del paziente: mancate, ritardate o errate diagnosi e prestazioni non corrette coprono rispettivamente 18 casi su 46 all’azienda ospedaliera e 19 su 39 all’Ausl. Seguono gli interventi chirurgici con 14 sinistri all’azienda ospedaliera e 8 all’Ausl.
Meno aggressioni
Il dato che va in direzione opposta riguarda la violenza sugli operatori sanitari, ed è un dato, messo nel contesto, ovviamente positivo. Nel 2025 le due aziende hanno registrato complessivamente 174 episodi di aggressione, contro i 218 del 2024: un calo del 20,2%. All’Ausl la diminuzione è netta, da 133 a 97 episodi (-27%), mentre all’azienda ospedaliera il calo è più contenuto, da 85 a 77 (-9,4%). In entrambi i casi la quasi totalità degli episodi non ha prodotto danni fisici rilevanti agli operatori colpiti, ma 11 casi hanno richiesto accertamenti medici o trattamenti.
Il problema delle cadute
Le cadute dei pazienti ricoverati restano l’evento avverso più frequente. Le relazioni annuali delle due aziende documentano 340 cadute all’ospedale Sant’Anna – una con esito grave – e 118 all’Ausl, con due esiti significativi. Il Piano programma 2026 cita tuttavia un dato provinciale complessivo di 635 cadute nel 2025, con 11 esiti significativi e 30 tra moderati e significativi: una cifra superiore alla somma delle due relazioni annuali (458), che potrebbe riflettere un perimetro di rilevazione più ampio.
Incidenti
L’Azienda ospedaliero-universitaria ha ricevuto 71 segnalazioni di incident reporting nel 2025, metà delle quali –35 casi – riguardano errori nella prescrizione o somministrazione di farmaci. L’Ausl ne ha analizzati 111, registrando tre eventi con esito significativo o severo. Le segnalazioni di reazioni avverse da farmaco a Cona sono state 333, con quasi la metà classificate come gravi. Dalla sala operatoria arriva un segnale di attenzione: nelle 58 osservazioni dirette condotte all’ospedale di Cona nel 2025, la verifica collegiale pre-incisione è stata eseguita correttamente nel 56,3% dei casi, mentre la verifica finale è stata omessa nel 12,5% delle osservazioni.
Sul fronte ostetrico, il tasso di taglio cesareo nelle donne al primo parto si attesta al 29%, sopra della soglia regionale del 25%, e solo il 52% dei parti fisiologici è gestito in autonomia dall’ostetrica contro un obiettivo superiore al 75%.
Va tenuto presente che alcuni dati possono mostrare tassi di crescita rispetto agli anni precedenti per via del miglioramento dei sistemi di rilevazione.
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