Grattacielo di Ferrara, caos totale: si dimette l’amministratore di condominio
Durante la riunione di lunedì 6 luglio, Francesco Donazzi ha lasciato il proprio incarico
Ferrara Si attendevano scintille nell’ultima assemblea condominiale del Grattacielo, e così è stato. Lunedì 6 luglio inquilini e proprietari si sono riuniti per l’approvazione dei bilanci preventivi, consuntivi e per cercare di muovere i prossimi passi verso la definizione degli interventi necessari per garantire a loro un rientro nelle proprie abitazioni.
Dopo un inizio fatto di polemiche e accuse sulle modalità di convocazione si è potuto procedere. Il colpo di scena è arrivato alla fine però: l’amministratore del condominio Francesco Donazzi, sulla cui gestione da settimane piovono accuse, getta la spugna e rassegna le sue dimissioni. La pressione si era fatta ormai insostenibile e lo stesso Donazzi non è rimasto certo insensibile nei confronti delle accuse rivoltegli da più parti, contro le quali ha annunciato di valutare il ricorso alle vie legali. Un vuoto difficile da colmare, quale altro amministratore vorrà subentrare in una situazione così complessa?
La medesima strada è stata anche seguita dal direttore dei lavori Danny Zanetti il quale ha confermato che l’iniziale progetto antincendio da 900mila euro era insufficiente. I costi sarebbero schizzati a quasi tre milioni.
Anche lo stesso bilancio approvato lunedì finisce sotto la lente di Daniele Pachera, a capo del Comitato per la trasparenza, il quale si è espresso in maniera contraria sottolineando «la mancanza di una situazione finanziaria analitica» e contestando «il riparto di morosità storiche senza relazione legali sull’inesigibilità del credito».
Pachera stesso propone tre vie per superare questo stallo: «La convocazione di un’assemblea straordinaria entro 15 giorni per la nomina di un nuovo amministratore. L’istituzione di un “Consiglio di condominio” dotato di poteri ispettivi e l’effettuazione di un accesso agli atti sui soldi rimasti in cassa, sui progetti antincendio e sui pagamenti alla ditta Mezzadri Engineering».
«Il nostro obiettivo – conclude Pachera – rimane la tutela del patrimonio delle famiglie e il rientro nelle abitazioni attraverso la massima trasparenza. Non possiamo più tollerare una gestione che nasconde i documenti e che ha portato il condominio a un passo dall’ingovernabilità».
Questo stallo andrà dunque affrontato con la massima urgenza anche se secondo la cosiddetta “prorogatio”, per legge Donazzi dovrebbe comunque continuare ad occuparsi dell’amministrazione fino alla nomina del successore. Improbabile però che quest’ultima figura venga trovata con rapidità. Lo scenario più realistico al momento è legato ad un intervento del Tribunale che, su richiesta dei condomini, può nominare un amministratore giudiziario.
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